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Affitto breve, ovvero come mettere a Reddito la Casa

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affitto breve

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Affitto breve: un’opportunità ancora poco sfruttata in Italia

Autore: Roberto Zaretti

Conosci laffitto breve? Hai mai pensato di far fruttare la tua casa, o quella di campagna, affittando uno o più locali per brevi periodi?

Probabilmente la risposta è no. Del resto in Italia la cultura dell’affitto, della condivisione, della socializzazione con persone sconosciute, contrariamente a quanto avviene all’estero, non ha mai trovato terreno fertile.

Eppure abbiamo la fortuna di vivere in uno dei Paesi più belli del mondo, più ambiti dagli stranieri, ma spesso non riusciamo neppure a intravedere le enormi potenzialità che questo comporta. Spesso ci scordiamo di un fattore innegabile, sotto gli occhi di tutti: l’Italia è il Paese più visitato al mondo. Vediamo di non scordarcelo.

Così, molto spesso lasciamo vuota la casa quando andiamo in vacanza o comunque non la abitiamo, così come occupiamo per pochi mesi la seconda casa lasciandola chiusa per il resto dell’anno. Salvo pagare tasse e spese di manutenzione regolarmente.

L’affitto breve è un business, ancora poco sfruttato ma in crescita. Chi sono i fruitori, i potenziali clienti? Certamente gli stranieri in visita in Italia, sia per turismo sia per lavoro, ma, come vedremo, non solo loro.

Forse sembrerà strano, eppure gli stranieri preferiscono soggiornare in una casa privata piuttosto che in hotel. E non è solo una questione di costi. La casa privata implica una socializzazione, uno scambio culturale, avere informazioni che altrimenti non si saprebbe a chi chiedere, spesso un’amicizia che rimane negli anni. Del resto, è proprio l’humus su cui si basa il grande successo degli agriturismi, pur sempre una forma di affitto breve.

Ma anche i compatrioti sono interessati a questa formula di soggiorno. Persone che devono spostarsi per lavoro, per partecipare a una fiera, oppure per assistere un parente in ospedale, o ancora per motivi di studio, per partecipare a un concorso, per sostenere un colloquio di lavoro e via di questo passo.

Quindi, l’affitto breve della propria casa, magari di un locale soltanto, può veramente dare una mano concreta ad arrotondare il reddito. A ciò si aggiunga la possibilità di abbinare il soggiorno ad altri servizi: assistere i turisti nelle loro escursioni, affittare biciclette, vendere prodotti biologici o di propria produzione, e via dicendo.

Stabilito che la richiesta esiste, come la proponiamo al mercato?

Tanto per cominciare, esistono vere e proprie agenzie che si occupano di affitto breve a cui è possibile iscriversi. Tali agenzie, con le quali viene stipulato un contratto di solito della durata di un anno, si occupano di trovare il cliente, di stipulare il contratto con l’inquilino, di garantire tramite polizza assicurativa l’integrità dell’immobile e del contenuto, di pagare di tasca propria eventuali insolvenze, e per finire di riconoscere al proprietario un compenso di norma superiore a quello che avrebbe ottenuto affittando l’immobile con un tradizionale contratto di affitto.
Insomma, il proprietario deve fare poco o nulla, se non le pulizie e la manutenzione della casa. Che del resto fa già.

Ecco un paio di indirizzi, uno per Milano (clicca QUI) e uno che opera in tutta Europa (clicca QUI). Altri potrete trovarli con una ricerca su Internet.

Ci sono poi agenzie, una sorta di mix tra agenzie immobiliari e agenzie di viaggio, che lavorano in maniera diversa.

In pratica si occupano della gestione diretta dell’immobile, quindi compresa la pulizia, la consegna, il ritiro della chiavi ecc., assolvendo totalmente il proprietario da qualsiasi incombenza. Altre ancora si occupano della visibilità dell’immobile su Internet, fornendo visibilità non solo sui motori di ricerca, ma anche su YouTube (il secondo motore di ricerca dopo Google).

Questa, ad esempio, si occupa di collocare un vostro video, qualunque esso sia, sulla prima di pagina di YouTube e di tenercelo, in cambio di una piccola quota mensile, oltretutto da pagare solo una volta che il video è davvero in prima pagina. La stessa società si occupa di farvi il blog e di gestirlo, scrivendoci un paio di articoli a settimana senza che dobbiate fare nulla, e crescendo quindi un rapporto con i vostri clienti, sia quelli acquisiti sia quelli potenziali. Il tutto anche qui per pochi euro al mese. Clicca QUI.

A questo punto, l’osservazione potrebbe essere: l’affitto breve può essere interessante nelle città d’arte, o comunque dove il turista si possa recare per visitare qualcosa. Ma se vivo in un posto normale, senza alcuna attrazione, chi mai dovrebbe venire a soggiornare da me?

Ebbene, questa è proprio la credenza limitante che frena il mercato. Le cose non stanno quasi mai in questi termini. Potrebbero essere mille gli interessi per un affitto breve a casa vostra, anche se neppure ve li potete immaginare. Nei pressi di casa c’è un ospedale, una scuola, una stazione ferroviaria, un aeroporto, un centro congressi, un luogo dove si tenga un evento, una festa, una sagra, un corso di formazione, una qualsiasi iniziativa? Ebbene, allora ci sono persone potenzialmente interessate. Del resto, cosa c’è da perdere a provarci?

Cosa serve da un punto di vista burocratico? È necessario contattare il Comune di residenza e informarsi. Generalmente l‘affitto breve è una iniziativa agevolata dai Comuni, almeno da quelli più lungimiranti. Se l’appartamento è all’interno di un condominio occorre però accertarsi che il regolamento non precluda a priori la possibilità dell’affitto breve, sentendo eventualmente l’amministratore.

Serve la partita IVA? Solo se intendiamo svolgere attività di affitto breve, cioè inferiore a 30 giorni, e gestirla direttamente (quindi senza tramite di una delle agenzie sopra citate). In questo caso, oltre alla partita IVA, servirà anche ottenere una licenza di affittacamere o di bed&breakfast. Per maggiori informazioni a riguardo consultare il comune di residenza e gli uffici regionali preposti a tali aspetti.

Quanto rende un affitto breve? Dipende da molteplici fattori. Il luogo, tanto per iniziare, ma anche la disponibilità di posti letto in zona, specie in occasione di eventi. Naturalmente anche la qualità della sistemazione e dell’immobile gioca un ruolo importante. Un conto è un locale nel centro storico di una città d’arte un altro è una sistemazione in zona industriale o comunque periferica.

Si tenga comunque presente che alcune tipologie di turisti, cinesi e russi in testa, prediligono la sistemazione privata, quindi l’affitto breve, a una camera d’albergo, specie se di alto livello, e questo anche a parità di prezzo.

Insomma, l’affitto breve può essere veramente una soluzione percorribile, anche come secondo lavoro. Vale la pena rifletterci.

Hai delle domande? Vuoi raccontare la tua esperienza, positiva o negativa che sia? Scrivi qui sotto.

2 thoughts on “Affitto breve, ovvero come mettere a Reddito la Casa

  1. Credo che sia un buon suggerimento già sfruttato nei paesi europei: anche in Italia qualcuno svolge questa attività perchè mi è capitato di aver visto in televisione dei documentari turistici in cui si parlava di questo argomento, attività praticata soprattutto da persone che abitano in campagna e possono offrire anche i pasti con prodotti di produzione propria e informazioni su itinerari turistici in campagna come passeggiate a piedi e a cavallo ecc.

  2. Si, è così. Tuttavia in Italia guardiamo a questo fenomeno solo da un punto di vista turistico, mentre ci sono molti altri aspetti che potrebbero essere coperti. A presto

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