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Contratto Franchising: “ma come si permette?”

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“Come si permette di insinuare che il nostro contratto franchising non rispetta la legge? Lo ha scritto uno dei migliori avvocati del Foro di Milano!” ribattè stizzito il franchisor al franchisee che osava contestargli la cosa.
“A quale legge si riferisce?” domandò ancora il franchisee, che evidentemente si era documentato.
“Che ne so…. la legge… mica faccio l’avvocato io!”.

Ecco, questo potrebbe essere il paradossale colloquio tra un franchisor e un franchisee quando il rapporto idilliaco tipico dei primi tempi si è incrinato per una delle tante ragioni che riempiono i tribunali italiani (e non solo quelli).

La legge in questione, che regolamenta le affiliazioni in Italia, è la legge 129 del 2004. Si tratta tutto sommato di una buona legge, arrivata a colmare un mercato fino ad allora lasciato alla libera interpretazione del giudice di turno. La legge 129 definisce obblighi e diritti di entrambe le parti, affiliante ed affiliato. Trovi il testo integrale della legge a questo link.

Naturalmente non è questa la sede per poter parlare in dettaglio di questa legge e delle questioni principali che tratta, tuttavia vorrei fare il punto su uno degli aspetti più importanti, molte volte trascurato, che può veramente rappresentare un danno notevole per il franchisee qualora non venga rispettato: la legge 129 impone al franchisor di consegnare al franchisee il contratto definitivo almeno 30 giorni prima della sua firma.
Attenzione: non una bozza o un fac simile: il contratto integrale che verrà firmato!

L’intento del legislatore è evidente: consentire alla parte debole, che nella fattispecie è il franchisee, di poter controllare il contratto, o per meglio dire di farlo controllare da un avvocato di sua fiducia, che abbia preferibilmente un’esperienza specifica nel settore del franchising.

Tra gli articoli presenti nel contratto franchising, è molto probabile ve ne sia uno che recita più o meno così: “l’affiliato dichiara di aver ricevuto tutta la documentazione contrattuale prevista dalla legge nei tempi previsti”. Ebbene, questo articolo serve proprio al franchisor per dichiarare di aver ottemperato ai dettami della legge 129. Io ti ho dato il contratto nei tempi previsti, i famosi trenta giorni, e tu firmando dichiari proprio che le cose stanno in questi termini.

Ora, se il franchisor ha veramente ottemperato alla legge, e per fortuna la maggior parte di loro lo fa, è assolutamente normale che intenda cautelarsi per iscritto circa il fatto di aver fatto il proprio dovere. Ma se ciò non è avvenuto, ad esempio perchè il contratto è stato firmato il giorno stesso del primo colloquio, si tratterebbe di una clausola vessatoria, che potrebbe portare un giudice ad annullare l’intero contratto a fronte di un’azione giudiziale. Naturalmente sarà compito delle parti documentare la cosa. Per tale ragione, personalmente consiglio sempre ai miei corsisti di essere presenti almeno in due ad ogni appuntamento con il franchisor, ivi compresa la firma del contratto.

Abbiamo imparato il significato di uno degli articoli presenti praticamente in ogni contratto franchising: prima di apporre qualsiasi firma verifichiamo sempre che i nostri diritti siano stati realmente rispettati.
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2 thoughts on “Contratto Franchising: “ma come si permette?”

  1. Io mi sono stampato la legge e me la sono studiata. Occhio anche agli avvocati. Alcuni non sanno neppure di cosa si sta parlando

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