Lun. Ott 26th, 2020

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Aprire un negozio: si, ma in quale settore?

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Aprire un negozio in franchising, si tratti di un punto vendita piuttosto che di una fornitura di servizi o di consulenza, può rappresentare una buona occasione di sviluppo professionale o comunque una possibilità per poter rientrare nel mondo del lavoro, specie se, raggiunta una certa età, le possibilità di trovare un impiego si sono ridotte al lumicino.

Già, ma che genere di negozio? E poi, in un periodo di crisi come questo non è un azzardo?

Partiamo dalla seconda domanda. Non esiste crisi se si ha un’idea innovativa, di nicchia, mirata a un target ben definito, studiata, progettata e pensata per il tessuto sociale di riferimento, valutata preventivamente nei minimi dettagli. Molte grandi aziende sono nate proprio in piena crisi, e anzi hanno prosperato proprio sfruttando il verticale calo della concorrenza, cioè di coloro che sono spariti dal mercato non avendo nulla di particolare da offrire.

Quindi, verso quale settore indirizzarsi per aprire un negozio, visto che il franchising appare essere una giungla di offerte, tutte apparentemente fantastiche, remunerative, irrinunciabili?

Rispondere a questa domanda è certamente difficile. Nessuno è in grado di prevedere come si muoverà il mercato, come evolverà la crisi, quale può essere la risposta dei consumatori in una determinata zona, città, provincia, regione. Certo, esistono studi, opinioni, ricerche di mercato, statistiche che dicono tutto e il contrario di tutto.
Per questo ogni attività deve essere vagliata con attenzione in base a molteplici aspetti, tra cui:

  • attitudini personali
  • capitale da investire
  • bacino di utenza
  • tipologia del bacino di utenza (è una zona residenziale, commerciale, industriale, vi sono scuole, ospedali, uffici, attività pubbliche ecc.)
  • zona in cui viene aperta l’attività (è una zona centrale, periferica, è all’interno di un centro commerciale, è servita da mezzi pubblici, vi sono posteggi ecc.)
  • presenza di concorrenza in zona
  • interesse della gente per il prodotto/servizio proposto (da vagliare preventivamente con tecniche mirate)
  • altro

Chiarito questo, e compreso che aprire un negozio, anche se di un brand affermato, può essere un successo in una determinata zona e un fallimento in un’altra, è pur vero che alcuni settori nel franchising presentano prospettive più concrete rispetto ad altri. Tra questi:

  • infanzia (ludoteche, asili, servizi in genere )
  • servizi alla persona (strutture geriatriche, assistenza agli anziani, immigrazione, servizi ai single ecc.)
  • formazione, consulenza, coaching
  • servizi alle aziende e alle persone in genere

Volendo fare una diversificazione di carattere generale, meglio i servizi dei prodotti, a meno che si tratti di un prodotto veramente innovativo o non presente in zona.

6 thoughts on “Aprire un negozio: si, ma in quale settore?

  1. Senza ombra di dubbio è necessario essere decisamente ferrati nel settore nel quale si intende investire (sarebbe un suicidio imprenditoriale il contrario), ma il metodo del franchising consente di usufruire del supporto dell’azienda madre, specialmente nella fase di start up e questo è di fondamentale importanza poiché rende la strada del franchising praticabile anche da chi, non potendo contare su un bagaglio di competenze di rilievo accademico, deve affidarsi al learning by doing.

    1. Grazie del contributo. La mission del franchising dovrebbe essere proprio questa. Non possiedo le competenze, quindi le compro da chi già le possiede (franchisor). Il problema è che non sempre il franchisor dispone delle competenze adeguate. Molto spesso è ferratissimo sul proprio prodotto/servizio, ma carente sull’organizzazione e la gestione della rete (monitoraggio della soddisfazione dei franchisee, sistemi di comunicazione con feedback, definizione scritta degli obiettivi e monitoraggio periodico ecc.). Questo con il tempo porta al deterioramento dei rapporti franchisor/franchisee e della Rete in toto.
      Ecco perchè il do it by yourself in questo settore è assolutamente da evitare (tanto per il franchisee quanto per il franchisor).
      A presto

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