Gen
20
2014

Aprire un chiosco. Bello e Possibile.

Aprire un chiosco può essere una scelta vincente?

aprire un chiosco

Autore: Roberto Zaretti

Alzi la mano chi di voi non si è mai fermato in un chiosco, si tratti di acquistare un giornale, bere un caffè o comprare un panino. Com’è questo business? Funziona? Ci si può puntare? Vediamo.

Cominciamo con dire che vi sono Regioni favorevoli allo sviluppo di questa forma di business, e altre che ne limitano l’espansione, spesso perché già in saturazione. La prima cosa, quindi, è fare una valutazione in tal senso presso le istituzioni, sia a livello regionale che comunale.

Un chiosco può essere acquistato, può essere costruito o può essere preso in gestione se già esistente. A volte sono di proprietà comunale, e vengono periodicamente emessi bandi di partecipazione per la gestione dell’attività. Per questo genere di informazioni occorre rivolgersi al Comune, presso gli uffici che si occupano di demanio e patrimonio. Spesso si trovano anche chioschi privati.

Come detto, esistono svariate tipologie di attività che possano essere svolte in un chiosco: giornali, bar, ristorazione, gelaterie, souvenir e gadget. In taluni settori sono operative anche catene in franchising, come ad esempio le piadinerie, i polli allo spiedo, le patatine fritte, le gelaterie.

Il vantaggio di un chiosco rispetto a un negozio tradizionale è l’investimento necessario, indubbiamente più contenuto, specie se si tratta di rilevare un’attività esistente. Avviare un chiosco da zero comporta generalmente un’investimento a partire da 20.000 Euro. Non è un importo alla portata di tutti, ma neppure proibitivo. Si consideri inoltre che, specie per determinate zone della penisola, sono previsti finanziamenti europei, in parte a fondo perduto. Per informazioni a riguardo contattare gli uffici regionali preposti.

Esistono sostanzialmente due tipi di chioschi: quelli semoventi, provvisti di ruote (che all’occorrenza possono essere rimosse) e quelli stanziali. I primi, in quanto veicoli, necessitano di iscrizione al PRA, in maniera del tutto riconducibile alle autocaravan (quindi con tanto di targa). Le strutture fisse, generalmente con supporti in acciaio e pareti in svariati materiali, sono realizzati da aziende del settore. Presuppongono una piattaforma in cemento a cui vengano portate le utenze di luce, acqua e fognatura (il bagno è obbligatorio, altrimenti la ASL non rilascia il permesso) su cui viene montata la struttura mediante autogru.

Ne esistono ormai di svariate forme, rettangolari, a campana, a sfera, con personaggi fiabeschi, animali e via dicendo. Esistono inoltre aziende che si occupano di realizzare chioschi personalizzati, su idea del committente, particolarmente efficaci per parchi tematici o comunque zone che abbiano un’attrazione specifica. Ecco il link di un’azienda che costruisce chioschi originali. Clicca QUI.

Si tenga presente che l’immagine del chiosco gioca un ruolo essenziale, quindi tale aspetto, insieme alla location, è in assoluto uno dei più importanti e va valutato con cura. Nel caso di un franchising, sarà il franchisor a farlo. Nel caso di un’attività indipendente, è consigliabile appoggiarsi a un professionista che possa consigliare a dovere. Attenzione: non sottovalutare tale aspetto!

Ma da dove si parte per aprire un chiosco? Il punto di partenza è l’ufficio tecnico comunale, al fine di appurare la fattibilità del progetto e le eventuali zone disponibili. Il Comune deve infatti concedere l’autorizzazione relativa all’occupazione di suolo pubblico, senza la quale è impossibile procedere. Naturalmente, una volta ottenuta, sarà necessario pagare ogni anno la tassa relativa, che in alcune zone a forte vocazione turistica può raggiungere cifre importanti, che vanno valutate con attenzione al fine del business plan.

Nel caso si tratti di una struttura fissa occorrerà poi una concessione edilizia, anch’essa rilasciata dal Comune, per la quale sarà necessario incaricare un professionista che si occupi di presentare un progetto, in parte assistito dall’azienda che si occuperà della costruzione del chiosco. In alcune regioni, ma il provvedimento verrà gradatamente esteso all’intera penisola, la costruzione deve ottemperare alle norme antisismiche, quindi essere approvata dal Genio Civile della regione di competenza. Tecnicamente la cosa non dovrebbe comportare problemi, in quanto tali strutture vengono ormai realizzate secondo tali criteri, tuttavia occorre tenere conto che serviranno svariati mesi per quanto riguarda la burocrazia. Normalmente, dall’avvio del progetto all’inizio dell’attività possono trascorrere sei mesi, tre per la burocrazia e tre per allestire il chiosco.

Laddove la zona sia di interesse paesaggistico o archeologico, serviranno quasi sicuramente altri permessi, destinati ad allungare ulteriormente l’iter. La cosa migliore è, appunto, incaricare un geometra che possa occuparsi del tutto.

Per finire, se si tratta si somministrare bevande o alimenti, anche la ASL locale dovrà fornire un’autorizzazione, e lo farà mediante un controllo ad attività avviata. Considerato che ogni ASL ha le sue regole, occorre recarsi preventivamente presso gli uffici comunali e informarsi.

Vediamo gli aspetti importanti per garantirsi un’attività di successo.

Circa l’immagine del chiosco abbiamo già detto. Altrettanto importante è naturalmente la posizione, che deve essere strategica in funzione della tipologia di prodotto o di servizio offerto. Se si tratta di prodotti alimentari, è importante puntare su un approvvigionamento quotidiano, evitando le scorte. Sia perché in tal modo si fidelizzano i clienti, che assoceranno il chiosco all’immagine di prodotti freschi di giornata, sia perché si limiteranno gli acquisti allo stretto indispensabile. La frequentazione dei chioschi infatti, specie se all’interno di parchi o in zone turistiche, risente inevitabilmente delle condizioni meteo.

Inutile dire che non è il caso di risparmiare sulla qualità delle materie prime, specie all’inizio.

Attenzione agli scontrini fiscali: i chioschi sono normalmente controllatissimi. Prestare attenzione a che il cliente non lo dimentichi al banco (oltre naturalmente a prestare attenzione ad emetterlo…)

Veniamo ai conti. Quanto rende un chiosco? Ci si può vivere?

Va da sé che a determinare il fatturato di una simile attività concorrano diversi parametri: il luogo, l’originalità del chiosco, il tipo di prodotti venduti, il regime di tassazione localmente vigente, la possibilità di disporre di posti a sedere all’aperto (magari riscaldabili in inverno tramite gli appositi convettori a fungo) e via di questo passo.

Non c’è dubbio che i ricarichi siano piuttosto elevati. Normalmente il 50% su un panino, il 300% su una bibita. Nel caso di prodotti tipici, come ad esempio le piadine, le percentuali di ricarico possono oscillare tra il 200 e il 300%. Quindi, vale il discorso che la specializzazione paga. Poter offrire prodotti tipici, comunque diversi da quanto proporrebbe un qualsiasi bar della zona, è una scelta vincente.

Occorre peraltro tenere presente che, molto spesso, i chioschi sono sinonimo di attività stagionale, mentre le tasse si pagano per un anno intero. Non è un aspetto da sottovalutare. A meno di ingegnarsi con i cosiddetti “dehors”, strutture richiudibili e riscaldabili. Sempre che il Comune consenta di farlo.

Conclusione: l’attività di un chiosco, se ben pianificata e progettata, può essere vincente. Ecco un altro modo di inventarsi un lavoro.

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6 commenti+ commenta

  • Salve, mi sto’
    Documentando perche’ ho intenzione di creare un’attivita’ del genere in una location gia’ definita… Ma vorrei optare per un franchising, e vorrei capire appunto quale sarebbe un franchising per chioschi…. Aspetto notizie grazie anticipate

    • Esistono parecchie attività, principalmente food, che offrono affiliazioni in franchising. La cosa migliore da fare è individuare uno o più chioschi che si avvicinino a ciò che vorresti avviare e contattarli. I franchising si riconoscono normalmente perchè hanno un brand, un’immagine coordinata, e perchè la presenza del marchio sul territorio è diffusa. Non dimenticarti di fare tutti i controlli del caso.

  • I consigli e le guide pratiche di questo sito sono utilissimi.
    In risposta a Massimo posso riportare l’esempio di un mio amico che ha avviato tale attività (chiosco) in prossimità di strutture sportive (scuola calcio, calcio a 5, campo da tennis, ecc ). L’attività sta portando risultati positivi. La scelta della location è fondamentale ma non bisogna tralasciare nulla.
    I consigli e le guide pratiche di questo sito sono utilissimi.

    • Grazie del contributo, Silvio

  • Salve ma per un chioschetto in legno serve obbligatoriamente avere un bagno ? è serve autorizzazione Asl? Io vorrei trattare solo gelateria

    • Sono domande che devi porre alla tua ASL locale o al Comune

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