Mag
7
2018

CarWash a Domicilio: un Franchising che Splende

L’autolavaggio che costa meno e va tanto è il nuovo Business

Author: Annamaria Cardinali

Alcuni giorni or sono, gran parte della nostra Penisola si è ritrovata bagnata da una coloratissima pioggia di sabbia. Direttamente dai territori subsahariani – come accade più spesso in Algeria, o nelle Isole Canarie, non qui, insomma -, un’aria gonfia di sabbia ha solcato il Mediterraneo e si è abbattuta su di noi.

O meglio, si è abbattuta sulle nostre auto. Per i giorni che seguirono l’insolito accadimento, infatti, le nostre vetture hanno circolato sporche non poco, e quelle il cui lavaggio non si è prontamente verificato, subivano mestamente l’onta del sudiciume persistente.

Il problema è, come sappiamo, che il frenetico avvicendarsi dei giorni nostri è scandito da orari di lavoro stressanti, spostamenti, incombenze, inattesi rallentamenti. E proprio quando il weekend si avvicina, mai vorremmo trascorrerlo, anche solo in piccola parte, in fila all’autolavaggio. Minuti preziosi, che siamo costretti a sacrificare per non fare brutta figura all’incontro del sabato pomeriggio, galante o di lavoro che sia.

L’altro problema, non da meno, è che i cambiamenti climatici della nostra epoca includono una maggior frequenza di eventi atmosferici fastidiosi, come le precipitazioni piovose contenenti sabbia e terra rossa africane.

Per fortuna, da qualche tempo, in soccorso alle auto sporche, arriva l’autolavaggio a domicilio, che da poco ha anche un’app, sebbene destinata solo a chi ha il privilegio (o la sfortuna, dipende dai punti di vista) di vivere nelle grandi, grandissime città, come Roma e Milano.

WashOut è un esempio recente di questo tipo. I benefici del nuovo modello di autolavaggio sono multipli: meno stress, meno acqua, meno detersivo, minor impatto ambientale, risultato perfetto. All’idea vincente è stata sapientemente abbinata un’app, attraverso la quale si può prenotare il lavaggio, scegliendo la fascia oraria più conveniente alle proprie esigenze e il posto dove avverrà la pulizia: sotto casa, fuori l’ufficio, nel parcheggio del supermercato, ecc.

Come WashOut, altri hanno deciso di proporre al mercato un’offerta di lavaggio auto a domicilio, e sebbene il servizio sia spesso sprovvisto di app, include altre soluzioni, come la disinfezione e la smacchiatura degli interni con il vapore. Stiamo parlando, citando solo i più noti, di Mister Lavaggio, Ecoline Wash, Vapor System.

Qual è il punto, per noi che facciamo scouting di business e di affiliazioni franchising? È presto detto.

Oltre a costituire un’idea innovativa, ecofriendly, quindi in linea con il trend del “pulito è bello” e del “fast and fine”, l’idea dell’autolavaggio a domicilio costituisce un settore franchising in piena espansione e dall’investimento iniziale molto ridotto.

Due le ragioni. La prima: sebbene in circolo da alcuni anni, il servizio di autolaggio a domicilio è disponibile solo in alcuni grossi centri urbani. Restano ancora vergini molte città di provincia, dove un’offerta del genere attecchirebbe altrettanto bene. Pensateci: gli unici giorni utili per il lavaggio dell’auto – parliamo di chi ha un lavoro a tempo pieno – sono il sabato e la domenica. Gli autolavaggi self-service si riempiono di vetture in fila e si rischia di perdere anche più di un’ora ad aspettare il proprio turno, ora che si impiegherebbe volentieri facendo altro.

La seconda: avviare un’attività di autolavaggio a domicilio comporta una spesa di affiliazione notevolmente più bassa dell’investimento previsto per l’apertura di un’attività self-service. L’affitto del terreno, le spese per le utenze e la gestione, i costi dei macchinari e quelli per la manutenzione, e poi permessi, comunicazioni (alla Camera di Commercio, all’Albo degli Artigiani, all’Inps, all’Inail…) sono tutte le “noie” incluse nel pacchetto dell’attività “fissa”.

Per quella “mobile” invece, cioè per l’affiliazione a franchising di autolavaggio a domicilio, è previsto un capitale iniziale che di solito va dai 3.500 ai 10.000 euro circa. Si apre una partita IVA e stop.

A seconda dei servizi, serviranno un kit mobile di prodotti per la pulizia, trasportabili nella vettura che già si possiede, o un furgoncino, quindi un mezzo di trasporto attrezzato per la pulizia e la sanificazione a vapore, per la quale è possibile chiedere – come prevede il mercato – anche più di 100 euro a lavaggio.

Alcuni dei franchising che abbiamo segnalato non prevedono royalties, offrono assistenza per la formazione, il marketing (anche digitale, quindi pagine Facebook e relativo advertising), la fornitura dei kit per il lavaggio e, quando serve, il disbrigo delle pratiche burocratiche per la concessione di tutte le autorizzazioni.

A giudicare dai recenti servizi del seguitissimo Il Milanese Imbruttito, di Striscia la Notizia e di altri blog e giornali web, il trend dell’autolavaggio a domicilio è davvero in voga. E ora che si avvicina la bella stagione anche chi aspettava gli acquazzoni per ovviare al lavaggio dovrà rassegnarsi a mettersi in fila, a meno che…

A meno che non arriviate voi a rischiarargli la giornata, oltre che la carrozzeria dell’auto.

Pareri ed esperienze sono come sempre graditi e attesi. Commentate numerosi!

 

3 commenti+ commenta

  • Grazie Roberto.
    Consigli su come scegliere tra questi franchising?

    Come documentarsi sui rischo del franchising in generale se uno vuole pianificarne l’apertura?

    • Il sistema migliore rimane sicuramente Franchising Sicuro, che puoi scaricare a questo link: http://www.franchisingsicuro.com.
      La prima lezione è gratuita. Se ritieni che possa aiutarti puoi acquistare la versione completa.

  • Buongiorno, non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ma per esperienza personale dico franchising, no grazie, mai più. Non discuto la strumentazione in dotazione e la resa del servizio autolavaggio che sono ottimi. Lamento la totale assenza di assistenza, da parte della casa madre. Un sacco di promesse su contratti vessatori concepiti per tutelare ed arricchire solo ed esclusivamente il Franchisor. No royalties, no percentuali sul fatturato solo un contributo pubblicitario mensile per tutta la durata del contratto, cinque anni, per avere il nulla più totale. E se si ha difficoltà nel trovare lavoro siete lasciati nella più totale solitudine. Ricordate che i franchising sopra citati vendono escusivamente l’attivitá e il kit iniziale ha il suo bel prezzo, che nel mio caso fu di oltre 20.000,00 €, furgone a parte. Per fare questo lavoro non c’è bisogno di affiliarsi a nessuno. Ci sono aziende in Italia che vendono la strumentazione a prezzi abbordabili e fanno i corsi per imparare il mestiere. Se poi volete affiliarvi, prima di firmare il contratto, andate da un avvocato specializzato in franchising e fatevi controllare la bozza del contratto. 10 volte su 10 ci sono delle correzioni e modifiche da fare. E se il franchising non accetta le modifiche non firmate, vi risparmierete un sacco di problemi e di soldi. Io ne sono uscito e dopo cinque anni ho i miei bei debiti da onorare, ma ho un lavoro, che non potrò svolgere perché questi contratti, inoltre, prevedono tutti il patto di non concorrenza, che nel mio caso è di cinque anni e vale in tutta Italia e e in tutta Europa. Questa è l’ Italia. Auguri a tutti e grazie per l’attenzione.

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