Dic
1
2014

Trasferirsi all’Estero: Marocco

Trasferirsi all’estero: una scelta di vita. Il Marocco

Author: Roberto Zaretti

trasferirsi estero

Inauguriamo con l’articolo di dicembre una nuova rubrica, che si affianca a INVENTARSI UN LAVORO e alle altre di cui da tempo si occupa DottorFranchising. Trasferirsi all’estero.

Se trasferirsi all’estero fino a qualche anno fa era considerata un’iniziativa appannaggio di pochi, complice la situazione economica e la pressione fiscale di questi tempi ci stanno pensando in molti. Sono fioriti blog, forum, community, iniziative di ogni tipo che spiegano, più o meno bene, come fare per andarsene dall’Italia e vivere felici.

Come si può immaginare non si tratta di una scelta semplice. Un conto è partire a cercar fortuna a vent’anni, un altro è farlo quando hai una famiglia a carico. Eppure sono sempre di più coloro che decidono di trasferirsi all’estero. Persone, spesso vere e proprie famiglie, che decidono di voltare pagina e ripartire fuori dai confini di un Paese ove sbocchi si fa sempre più fatica a vederne.

Naturalmente, trasferirsi all’estero non vuol dire recarsi in un’agenzia di viaggi, scegliere una meta esotica e cominciare a sognare. Insomma, non si tratta di decidere dove andare in vacanza un paio di settimane, ma di dare una svolta alla propria esistenza e a quella delle persone che ci stanno vicino. Si tratta di pianificare un futuro che, pur con gli inevitabili rischi del caso, consenta di intravedere una prospettiva di vita migliore.

Tradotto in altre parole, a nessuno farebbe schifo trascorrere l’esistenza all’ombra delle palme delle Seychelles o sulle spiagge di Bali, il problema è che bisogna inventarsi qualcosa di cui vivere, un lavoro, un’attività, qualcosa che possa far intuire un futuro, per quanto aleatorio possa apparire.

Se da una parte le mete gettonate sono sempre le stesse – Malta, Canarie, Costa Rica, Brasile ecc. – dall’altra esistono mete forse più lontane dallo stile di vita occidentale, ma in fondo non così tanto come si potrebbe pensare. Questo mese prendiamo in considerazione il Marocco.

Il Marocco è uno dei Paesi del Nord Africa più affascinanti, con una storia e una tradizione tali da farne una delle mete turisticamente più richieste da chi voglia vivere una vacanza culturale. Il Paese si è sviluppato molto negli ultimi decenni, anche grazie all’affluenza di europei che hanno avviato attività e imprese. Tuttavia, di spazio per intraprendere in Marocco ne esiste ancora.

In quale settore? Negli ultimi dieci anni, oltre all’ovvio indotto turistico, il Marocco ha avuto un notevole incremento in parecchi settori, uno dei quali l’edilizia. Le compravendite immobiliari hanno raggiunto numeri importanti, e le attività legate a questo settore hanno trovato terreno fertile.

Naturalmente, come per qualsiasi Paese, non è possibile usare lo stesso metro per misurare le potenzialità di fare business. Ogni zona, ogni regione, spesso ogni quartiere all’interno di una città offre spazi più o meno interessanti.

Se Marrakech è votata al turismo e rappresenta senza dubbio il punto di maggior attrazione, è pur vero che avviare una nuova attività in questa zona risentirebbe pesantemente della massiccia concorrenza presente da anni e ormai consolidata. Marrakech è sinonimo di Marocco, e le attività turistiche in questa zona sono ormai da considerarsi sature.

Vi sono però località minori, specie sulla costa settentrionale e meridionale, ove è ancora possibile ristrutturare un riad, la tipica dimora marocchina ormai ovunque trasformata in bed&breakfast, spesso realizzata con la rivisitazione di vecchie costruzioni che, in zone periferiche, è ancora possibile  trovare a prezzi abbordabili.  Su larga scala lo hanno fatto personaggi come Richard Branson, patron della Virgin, che proprio da un esistente riad ha realizzato un hotel da 1000 Euro a notte.

Senza scomodare i vip, ecco un paio di link di chi anni fa ha pensato di investire in un riad, e oggi vive di quello. LINK 1 LINK 2

Una soluzione sempre più praticata è quella di ricercare strutture non raggiungibili in auto, magari all’interno di qualche medina caratteristica. I prezzi in questo caso scendono di molto.

In Marocco vi sono anche rilievi montuosi importanti, nell’ordine dei 3000 metri, sfruttati da impianti sciistici e turismo invernale. Anche questo aspetto non va sottovalutato.

Il Marocco ormai da anni ha avviato una politica di apertura agli investitori, introducendo iniziative a favore dei neo imprenditori, sia quelli locali che quelli stranieri. Vanno in questa direzione la creazione di veri e propri centri di investimenti per chi voglia avviare un’attività, l’abbattimento dei capitali minimi e delle pratiche burocratiche per avviare un’impresa, il taglio degli oneri legati ai passaggi di proprietà immobiliari e agli notarili in genere.

Queste iniziative, legate a una stabilità politica che altre nazioni della zona non possiedono,  hanno portato il Marocco a un progressivo aumento del PIL e della ricchezza pro capite.  Poco alla volta ciò si è tradotto in un cambio di mentalità, più affine al mondo occidentale di molti altri Paesi di cultura islamica.

Per quanto riguarda il costo della vita, manco a dirlo è parecchio più basso del nostro. A ciò si aggiunga un clima con inverni miti ed estati temperate, quindi molto gradevole, almeno sulle coste. Tradotto: niente spese di riscaldamento, abiti pesanti e farmaci influenzali.

Se questo articolo ha suscitato interesse, qualche informazione in dettaglio è possibile ottenerla sul portale della Camera del Commercio italiana in Marocco, a questo LINK.

Sei mai stato in Marocco? Cosa ne pensi? Ci andresti a vivere stabilmente? Di la tua qui sotto.

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