Mag
3
2016

Cibo per cani & co. Business in Crescita

Cibo per cani e gatti, prodotti dietetici, giochi, servizi.

cibo per cani

author Roberto Zaretti

Cibo per cani ma non solo. Gli animali domestici sono ormai una presenza fissa nelle case degli italiani. Si calcola che le famiglie italiane ospitino qualcosa come 7 milioni di cani e altrettanti gatti. Numeri ancora più impressionanti quelli dei pesci, quasi 25 milioni, uccellini, 15 milioni, criceti e porcellini d’India, 2 milioni, e via dicendo. E il trend è in crescita.

Pure il business lo è, e parecchio. E le aziende, franchising o tradizionali, se ne sono accorte.

Non solo cibo per cani, quindi, ma anche per gatti, pesci, criceti e, perché no, animali esotici. E poi giochi, servizi di dogsitting e di toilettatura, alimenti dietetici, cuscini, affila unghie, cosmetici e altro. Insomma, un vero e proprio mercato parallelo a quello degli umani, spesso anche convivente, visto che ormai quasi tutti i supermercati, discount, centri commerciali ecc., hanno previsto spazi importanti per quelli che, a tutti gli effetti, da un italiano su due sono considerati componenti della famiglia.

Un business in crescita, si diceva, che le aziende stanno cavalcando da qualche anno. Sono sempre più frequenti le aperture di veri e propri store, anche di grandi dimensioni, dedicati agli amici a quattro zampe (ma anche a due).

A prescindere dal tipo e dalla dimensione dell’offerta, uno degli ingredienti fondamentali di questo business è la competenza. Il cliente, per bocca del suo rappresentante umano, necessita non solo di un prodotto fine a sé stesso, ma di una vera e propria consulenza. Quindi, ancora una volta, ad essere premiante ai fini della fidelizzazione è il rapporto che si crea con il cliente (o chi ne fa le veci).

Da questo punto di vista un valido franchising, opportunamente sperimentato, che basi la propria offerta su una consolidata esperienza, trasmessa all’affiliato, che possa essere spesa sul territorio, perché no anche online, potrebbe risultare una scelta vincente.

Aprire uno store di prodotti per animali non è un investimento da poco. Stiamo parlando di superfici importanti, che possano trasmettere l’impressione dell’assortimento. I piccoli negozi di quartiere potrebbero risultare vincenti solo nell’ottica di quanto si diceva poco sopra, vale a dire se il punto vendita viene percepito come un centro professionale dove ricevere un consiglio da esperto, preludio di una fidelizzazione che può portare nel giro di qualche anno a un buon giro d’affari.

Naturalmente, cani e gatti la fanno da padrone, quindi principalmente su tali animali deve essere improntata l’offerta. Parlando di cibo per cani, ma anche per gatti, una nicchia fortemente in espansione è quello della dietetica. Pare che un cane su due e un gatto su tre sia in sovrappeso. Anche in questo caso, il consiglio di un esperto abbinato a un prodotto di qualità può risultare vincente.

Un’altra faccia di questo business sono gli outlet, prevalentemente votati al risparmio. Raccolgono una fascia consistente di persone che ambiscono a risparmiare, ma difficilmente diventano fidelizzanti, proprio perché quasi sempre carenti dell’aspetto consulenziale poc’anzi citato.

Aprire un negozio di cibo per cani, o in senso più ampio di prodotti per animali, presuppone una location di grande passaggio, per esempio in un centro commerciale. L’alternativa è il posto periferico, purché facilmente raggiungibile in auto, e soprattutto con un comodo posteggio. Infatti spesso la roba da caricare può essere molta, e l’auto comoda da raggiungere diventa un plus. A proposito: un aiuto a caricare le cose più pesanti potrebbe già costituire una bella differenza con l’asettico discount. Se poi si risulta pure simpatici all’animale, è fatta.

L’investimento da mettere in conto è ovviamente in relazione alla superficie dei locali e, nel caso di un franchising, anche dei costi di affiliazione. In linea di massima occorre calcolare 300 Euro al mq per gli arredi, tipicamente scaffalature e banco. Molto dipende anche a quali e a quanti animali si intende allargare la proposta. Da valutare con attenzione anche la vendita di cuccioli, così come la vendita di pesci e uccelli.

Se da una parte rappresentano un valido veicolo di traino per la successiva fidelizzazione del cliente, dall’altro implicano l’acquisto delle attrezzature necessarie – si pensi per esempio alle voliere per gli uccelli e alle vasche per i pesci – alla richiesta di autorizzazioni specifiche e, non da ultimo, la possibile denigrazione di animalisti.

Se fin qui abbiamo parlato di prodotti, interessante è anche l’offerta di servizi. Toilettatura, pensioni per animali quando si va in vacanza, consulenze educative per animali che presentino problemi comportamentali, consegne a domicilio ecc., portano a una fidelizzazione significativa. In pratica, si fa fatica a prendere il cliente, ma una volta fatto, se lavori bene, resta tuo per sempre.

Quanto si guadagna con il cibo per cani e gatti, con i prodotti dietetici, con i servizi correlati?

I ricarichi sono interessanti. Sul cibo tipicamente è applicato un ricarico medio del 50%. Più interessanti sono i giochi, gli accessori, i prodotti legati all’igiene. Qui il ricarico può superare il 100%.

Quanto può rendere un’attività in questo settore? Ovviamente dipende da diverse variabili. La collocazione del punto vendita, la sua dimensione, la tipologia di prodotti e di servizi offerti, ecc.

Volendo approssimare, un negozio di medie dimensioni, intorno ai 150 mq, collocato in una zona adatta, può arrivare a fatturare nel giro di due anni intorno a 500.000 Euro (l’anno). Dedotte le spese, il margine operativo è di circa il 30%, che non è male.

Naturalmente il settore si presta anche alla vendita online, sebbene la concorrenza in questo campo sia addirittura superiore a quella tradizionale. Un esempio interessante è Verde Zoo, che trovate a questo link.

Vi segnalo anche i siti delle due principali associazioni del settore. L’Assalco e l’Aisad, sui cui siti potrete trovare interessanti informazioni sull’argomento.

Possiedi un animale domestico? Quanto spendi mediamente per mantenerlo? Qual è la voce che incide di più sulla spesa? Lavori con gli animali? Scrivi qui sotto.

3 commenti+ commenta

  • Salve, confermo che quello dell’alimentazione degli animali è un business in crescita, purtroppo però i negozi tradizionali sono schiacciati dalla bassa marginalità e dalla gdo, le vendite a domicilio, da ex affiliato che ha abbandonato il franchising, soffrono troppo del turnover dei clienti che, seppur coccolati e seguiti, subiscono continuamente pressioni dai veterinari piuttosto che dalle offerte della gdo. In sostanza la mia esperienza mi dice che tirar fuori uno stipendio è proprio un “impresa”.

    • Grazie per il tuo contributo

    • Posso chiederti con che franchise eri affiliato? Sai vorrei aprire un punto vendita su Taranto ma riscontro difficoltà di riscontro sui dati statistici e le reali marginalita di mercato. Dove avevi lo store? Continui ancora o conosci riferimenti di aziende che forniscono condizioni piu vantaggiose per poter intraprendere questa attività? Grazie.

Lascia un commento