Lun. Nov 18th, 2019

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fai la scelta giusta

Tutto a 1 Euro. Ma anche due.

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tutto a 1 euro

Tutto a 1 Euro. Ne vale la pena?

author: Roberto Zaretti

tutto a 1 euro

Tutto a un 1 euro. Capita sempre più spesso di imbattersi in negozi del genere. E puntano proprio su questo. La curiosità di entrare a dare un’occhiata contagia più o meno tutti, specie il genere femminile.

Ma cosa si vende esattamente nei negozi tutto a 1 euro? Sono cose utili o cianfrusaglie di cui si può fare a meno? Come si apre un negozio tutto a un euro? Dove andare a reperire la merce da esporre?

Vediamo di dare una risposta a queste domande.

La formula tutto a 1 euro non è recente, ma è riuscita nel corso degli anni a sopravvivere alla crisi generalizzata tipica dei piccoli punti vendita, e anzi ha trovato terreno fertile nel franchising. Intendiamoci, le chiusure ci sono state, ma spesso per un’errata interpretazione del business o per la consueta improvvisazione da parte di alcuni franchisor.

Che genere di merce viene venduta nei negozi tutto a 1 euro? E, soprattutto, come è possibile che costi così poco?

Cominciamo con dire che, quasi sempre, gli articoli in vendita difficilmente sono mono prezzo. Se una parte, più o meno consistente, è effettivamente venduta a 1 euro, vi sono anche articoli a prezzi diversi, tipicamente 2, 5 e 10 euro. Non si tratta però di un negozio generalista, con articoli a prezzi diversi, bensì con due o tre fasce di prezzo fisse all’interno delle quali rientra l’intera merce esposta.

Il motore del marketing è quello che si citava in apertura: generare curiosità e catturare l’attenzione del potenziale cliente che, una volta all’interno, troverà certamente gli articoli a un euro, ma anche (e soprattutto) proposte di taglio più alto, seppur sempre accessibile a tutti. Merce di cui probabilmente potrebbe fare a meno, ma che scatena quell’impulso irrefrenabile di portare a casa qualcosa spendendo poco.

Come aprire un negozio a 1 euro? Ci sono sostanzialmente tre strade.

La prima, la più comoda ma anche la più onerosa, è quella di affidarsi a una delle tante reti in franchising nate negli ultimi anni, e che ormai vantano numerosi punti vendita. Come sempre, non ci stancheremo mai di dirlo, il franchising deve essere attentamente valutato da un esperto, perché può nascondere insidie. A questo link trovate uno strumento in grado di valutare la validità di qualsiasi proposta franchising.

La seconda è quella di rifornirsi di merce presso uno dei tanti grossisti che la importano dall’estero (essenzialmente Paesi asiatici e sud americani, Cina in testa). Ve ne sono molti anche online. Il più noto è probabilmente Ali Baba.

La terza è acquistare direttamente dal produttore. Anche su questo versante, vi sono numerose organizzazioni in grado di portare l’imprenditore direttamente sul posto di produzione e assisterlo negli accordi commerciali del caso.

Qualunque sia la formula scelta, è importante puntare su un rinnovo sistematico e frequente della merce, altrimenti la gente non torna.

Già, la merce. Cosa si vende esattamente in un negozio tutto a 1 euro?

Gli articoli sono i più svariati.

Dai prodotti di cancelleria a quelli per l’igiene personale. Dagli articoli per la casa a quelli per la pulizia. Dall’oggettistica di decoro ai gadget sfiziosi e colorati. Dai regali simpatici per San Valentino agli addobbi natalizi.

Cosa serve per aprire un negozio a 1 euro?

Intanto i locali. Non serve una superficie enorme. Anzi, spesso il piccolo locale può trasmettere una sensazione di intimità che un grosso centro non riuscirebbe ad avere. Una superficie espositiva di 50 mq con annesso un magazzino potrebbe essere sufficiente.

Fondamentale è la posizione, che deve essere molto visibile. Questo spesso si scontra con i costi degli affitti. Occorre tuttavia tenere presente che per garantire un utile, diciamo assimilabile a un buon stipendio, occorre poter emettere non meno di 500 scontrini al giorno. Si tenga presente che il ricarico lordo, normalmente, si attesta intorno al 50%, ma giocando sulle grandi quantità può essere più alto.

Naturalmente, occorre aprire una partita IVA e fare richiesta in Comune per l’apertura di un punto vendita non alimentare. Per il resto, si tratta della normale burocrazia da affidare a un commercialista.

Quanto costa aprire un negozio a 1 euro?

Le variabili sono molte. Le voci che incidono maggiormente sono l’affitto del locale e la prima fornitura di merce. E’ ipotizzabile un investimento nell’ordine di 25.000 / 30.000 Euro a salire. Valutare sempre presso la Regione l’eventuale disponibilità di finanziamenti.

Sei mai entrata/o in un negozio a 1 euro? Che impressione hai avuto? Cosa hai comprato? Commenta qui sotto.

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