Nov
12
2012

Franchising: quale Marchio scegliere?

Se dovessi fare una statistica circa le domande che mi vengono poste, questa è certamente tra le più richieste.
Molto spesso, chi intende aprire un negozio o comunque un’attività in franchising, pare abbia come unico problema quello di “indovinare” il marchio a cui rivolgersi.

Non c’è nulla di più sbagliato in questo. Per tutta una serie di motivi, che ora vedremo.

Il marchio, o brand, non può essere in assoluto garanzia di successo. Per mille ragioni diverse. Ogni catena franchising annovera tra le proprie file affiliati che hanno un grande successo, altri con un successo apprezzabile, altri ancora che chiudono dopo poco tempo. Come mai, visto che il marchio è lo stesso?

  1. Qualsiasi attività in franchising, così come quelle tradizionali, non è esente dal rischio imprenditoriale. Se il franchising è ben organizzato e offre un prodotto o servizio efficace, tale rischio potrà essere ridotto; in caso contrario, risulterà addirittura amplificato. Ma in ogni caso, nulla e nessuno potrà eliminarlo. Ecco perchè consiglio sempre una valutazione delle proprie attitudini e convinzioni tramite coaching. Se non sei in grado di gestire lo stress e il patema dello stipendio sicuro, tipici di un’attività imprenditoriale, non c’è franchising che tenga.
  2. Un marchio può risultare vincente in una determinata zona, e perdente in un’altra magari distante poche centinaia di metri. Perchè? I fattori sono molteplici. Il livello socio culturale della zona, tanto per iniziare. La tipologia dell’utenza. Il flusso pedonale e veicolare. La presenza di mezzi pubblici, di posteggi e molto altro ancora. Insomma, ogni caso fa storia a sè.
  3. Lo abbiamo già detto, ma sarà bene ripeterlo. Vi sono persone che si avvicinano al franchising pensando che in tal modo sarà qualcun altro a doversi adoperare per raggiungere il successo. Riscontro spesso la tendenza a pensare che “apro in franchising perchè non avrei tempo di seguire un’attività tradizionale”. Il franchising non implica assolutamente un minor impegno rispetto a una corrispondente attività tradizionale. Anzi, a volte è l’esatto opposto. Quindi, ecco un altro fattore che può influire sul successo di un’attività: l’impegno profuso, le iniziative personali, lo spirito di gruppo, la voglia di investire in formazione (a tal proposito tenere sempre presente che non è la formazione che costa, bensì l’ignoranza).

Occorre inoltre tenere presente che non necessariamente un marchio famoso porta a risultati economici maggiori. Anche in questo caso, per una pluralità di ragioni.

  • più il marchio è reclamizzato maggiori sono le spese pubblicitarie richieste (che in alcuni casi possono diventare insostenibili);
  • brand affermati impongono a volte politiche commerciali vincolanti, poco adatte a realtà locali dove la concorrenza avrebbe gioco facile ad inventare sconti, promozioni, iniziative che il franchising, se blindato, non potrebbe applicare;
  • il successo di un brand non è detto che sia perpetuo. Molti marchi famosi, dopo un periodo fiorente, hanno incontrato periodi di crisi per scelte sbagliate, politiche commerciali errate, organizzazione carente del franchising, ecc.

Insomma, il consiglio è sempre lo stesso. Non è il marchio la cosa fondamentale a cui guardare, ma ben altro. Aprire un negozio, o comunque un’attività in franchising, vuol dire valutare una pluralità di aspetti, che devono riguardare tanto la propria persona quanto la proposta commerciale in sè (a cominciare dal contratto).

Non commettiamo mai l’errore di scegliere un franchising perchè conosciamo qualcuno a cui è andata bene, perchè ci hanno detto che funziona, perchè ha delle belle insegne colorate.

Impariamo a fare tutte le valutazioni da un punto di vista oggettivo e soggettivo. Solo alla fine di questo percorso potremo domandarci “quale marchio scegliere?”

Risorse gratuite a questo link.

 

4 commenti+ commenta

  • io lavoro con un’agenzia immobiliare in franchising. L’idea che mi sono fatto è che dipende tutto dalle intenzioni del franchisor, se ha intenzione solo di fare affiliazioni o vuole che i suoi franchisee crescano e fatturano. Nel mondo immobiliare ci sono molti che pensano solo a far firmare contratti, altri come quello di cui io faccio parte, tengono molto alla riuscita commerciale del singolo punto vendita.
    ovviamente posso sbagliare, questa è solo la mia opinione dettata dalla mia esperienza.

    • Grazie del contributo, Matteo.
      Non ti sbagli. Aggiungerei una terza categoria. Quelli che, pur con mille buone intenzioni, mettono in piedi una rete franchising con una pessima organizzazione ed assistenza, che in poco tempo si ripercuote sugli affiliati (e su loro stessi). Paradossalmente, i danni prodotti da tali soggetti sono del tutto riconducibili a quelli fatti dai truffatori che citi (non saprei come altro definirli).
      Auguri per il tuo lavoro

  • Una mia amica ha aperto un franchising di una nota marca di intimo. Le cose andrebbero anche bene, non fosse per le spese della pubblicità. Ora pare vogliano fare dei passaggi televisivi su Striscia la notizia. La sua paura è che i costi diventino insostenibili

    • Questo è purtroppo un aspetto ricorrente nei rapporti in Franchising. Ecco perchè è importante valutare bene tale aspetto in sede di stipula del contratto. I vincoli pubblicitari devono sempre essere chiaramente esplicitati.

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