Lun. Nov 18th, 2019

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Franchising Biologico: si può fare

7 min read
franchising biologico

Franchising biologico: è in crescita il business di mangiare sano

Author: Melania

Il franchising biologico è stato una delle tendenze del 2019, e ha le carte in regola per fare grandi cose anche nel 2020. Perchè questo successo e attenzione?

Perché supporta stili di vita naturali, sani e sostenibili, argomenti che nel mondo di oggi suscitano molta eco nei media, negli Influencer e negli opinion leader mondiali.
In questo articolo verrà spiegato tutto ciò che c’è da sapere per aprire un Franchising biologico di successo.


Come funzionano le attività in franchising bio?

Abbiamo più volte rimarcato il fatto che avviare un’attività in franchising è più facile che possedere un’attività in proprio tradizionale. Si ottiene supporto operativo, si massimizza una comprovata esperienza e si ottiene l’equità del marchio.

Tuttavia, lo sottolineiamo sempre, prima di stipulare qualsiasi affiliazione occorre fare le ricerche del caso con la dovuta diligenza e, se questo vale in linea generale, è ancora più centrale per il franchising biologico.  Scopri QUI come avviare un’attività in franchising senza correre rischi.

Proprio perché va a rispondere alle esigenze di un pubblico specifico, prima di decidere come e dove aprire un negozio biologico in franchising, occorre studiare bene la zona e l’interesse che una proposta di prodotti biologici può incontrare. Anche se l’interesse per gli alimenti biologici, e i prodotti più in generale, ha elevato enormemente il suo potenziale commerciale, esistono infatti ancora molte lacune di conoscenza.

Pertanto, è necessario effettuare ricerche di mercato per comprendere adeguatamente il settore nel quale si sta entrando, e se ha senso farlo. Anche da questo punto di vista, l’esperienza di un franchisor può essere sfruttata per evitare passi falsi.

Torna utile chiedersi se nelle vicinanze ci sono impianti sportivi, che potrebbero spingere i propri clienti ad acquistare cibo più sano in abbinamento all’attività fisica. È una zona frequentata e raggiungibile? Esistono sedi di associazioni dedicate alle intolleranze alimentari?

Bisognerà, infine, conoscere le diverse linee guida che regolano il settore – il regolamento CEE 2092/91 e il metodo di produzione definito biologico, i regolamenti del Dipartimento dell’Agricoltura e delle Associazioni di Categoria, che in genere presentano dettami rigorosi.
Occorre capire, infine, tutto ciò che ha a che fare con la crescita, l’elaborazione e persino la distribuzione dei cibi organici stessi.


A quali esigenze risponde un Franchising Biologico?

Molti di questi franchising sono specializzati in alimenti e prodotti vari (ad esempio la bioprofumeria) considerati “più sani”, in contrapposizione con quelli venduti nei classici negozi e supermercati.

Sono rivenditori che promuovono la mancanza di additivi, conservanti, sostanze nocive e altre qualità dannose che destano preoccupazione nei consumatori e che esprimono una mentalità altamente biologica.

Ad esempio, un franchising bio può includere:

  • alimentazione biologica specializzata in prodotti caseari o ortofrutticoli;
  • cosmetici bio;
  • produzione di vini biologici;
  • prodotti green dedicati alla cura dei neonati o dei bambini;
  • filiere nelle quali le carni vengono lavorate senza ormoni e prodotte da animali alimentati con cereali integrali e in allevamenti a terra.

Il Franchising Biologico, o “franchising bio”, come viene più comunemente definito, non è solo una tendenza di vendita, quanto uno stile di vita totalizzante.

Mentre le offerte di affiliazione in franchising variano notevolmente le une dalle altre, la maggior parte di esse restano comunque collegate a un’idea di “verde” (“Go Green”, per usare un’espressione internazionale) che è diventata centrale per un numero di persone sempre maggiore.

Ciò rende l’opportunità del franchising organico un business interessante e redditizio, legato a tutti coloro che desiderano mantenere uno stile di vita sostenibile.


Franchising biologico: come partire

Una buona posizione è una delle prime valutazioni da fare: scegliere un luogo adatto, una zona fiorente, informandosi preventivamente sul fatto che siano previste limitazioni o vincoli, può fare la differenza.

Ad esempio, alcune tipologie di franchising bio hanno requisiti molto rigidi, in particolare per quanto riguarda il territorio e i metri quadrati richiesti per l’esercizio.

È utile prestare attenzione anche a fattori quali traffico pedonale, accessibilità, parcheggio, sicurezza. In questo caso, il suggerimento è quello di affittare gli spazi, prima di procedere all’eventuale acquisto, poiché si ha sempre la possibilità di interrompere il contratto di locazione e cercare un posto migliore.

Un altro aspetto da valutare è la vicinanza ai fornitori locali, perché saranno i principali referenti per un business a chilometro zero che si basi sui principi dell’agricoltura biologica.

In secondo luogo, bisogna convalidare la presenza online del negozio di alimenti biologici, per raggiungere un’audience più ampia. Molte persone fanno acquisti online, ed è altamente auspicabile disporre di un negozio virtuale o di una piattaforma di e-commerce, che può essere affiancata a un negozio fisico o addirittura sostituirlo.

Si tenga presente, ma questo vale a carattere generale, che il sito dovrà essere ottimizzato per gli smartphone, dato che oltre il 50% dei clienti effettua acquisti online dai propri telefoni cellulari.

La preparazione dei propri dipendenti è un passo ulteriore per l’azienda che si lancia nel mercato del biologico. Molti franchising offrono programmi di formazione per familiarizzare con i cibi organici che stanno vendendo nel punto bio, comprese tutte le procedure ad essi connesse.

Una volta stabilita la preparazione necessaria, e si è pronti per il lancio, è essenziale focalizzarsi sull’apertura. Indispensabile una buona inaugurazione. Info a riguardo le trovate QUI.

Generare interesse e aumentare la consapevolezza sull’attività fin da subito è utile per ampliare immediatamente l’aspettativa sul nuovo mercato biologico.

Importante, in tal senso, è disporre di una copertura mediatica adeguata, con l’ausilio di Influencer di zona che vadano a colpire un target specifico, che apprezzi i cibi biologici e che sia sensibile alle tematiche “green”.

 

Negozio biologico in Franchising: i passaggi burocratici

Per avviare un franchising biologico occorrono diversi passaggi con le Autorità competenti, che quasi sempre vengono svolte dal franchisor o comunque con il suo supporto:

  • comunicazione al Sindaco del comune di riferimento circa il possesso di tutti i requisiti richiesti dalla normativa. Tra questi, la fedina penale pulita e l’assenza di procedimenti penali pendenti;
  • attestato di idoneità igienico-sanitaria dei locali predisposti a negozio, da ottenere dopo le verifiche opportune dalla ASL (la documentazione si ottiene al Comune o sul sito online dell’ente);
  • iscrizione presso l’Agenzia delle Entrate e al Registro delle Imprese, da effettuare presso la Camera di Commercio.

Ulteriori certificazioni e permessi, infine, vanno richiesti alle istituzioni territoriali e alle associazioni di categoria.

 

Franchising biologico: il capitale necessario

Quale investimento richiede un’attività Bio?

Ci sono costi specifici da sostenere, che nel caso di un franchising bio si sommano ai costi di affiliazione e, spesso, alle royalties sul venduto. Altri costi includono le spese di formazione, attrezzatura, locazione, assicurazione, e altro.

Come per qualsiasi attività, è necessario un dettagliato business plan da sottoporre all’attenzione di un commercialista. Il franchisor potrà fornire delle linee guida a riguardo, ma il calcolo deve poi essere dettagliato e calibrato sul punto vendita locale.

Un aspetto da considerare è che la filiera del cibo biologico e del Franchising Bio ha costi maggiori rispetto a qualsiasi altra filiera alimentare: gli alimenti organici costano di più, perché maggiore è la spesa per ogni singolo componente della catena. La qualità, come sempre, si paga.

La produzione richiede più manodopera, anche maggiormente specializzata, e implica quasi sempre produzioni inferiori in termini di volumi, dovute all’assenza di prodotti chimici quali pesticidi e fertilizzanti.

Occorre tener conto della stagionalità dei prodotti freschi, e instaurare una collaborazione con i produttori locali. Anche il magazzino, infine, dovrà ruotare le scorte più frequentemente rispetto a un’attività analoga di tipo tradizionale.

Calcolando il costo dell’ingresso del mercato, la metratura del negozio, il tipo di franchising scelto (in base al nome e alla presenza sul territorio) le spese di apertura possono variare notevolmente, tra i 30.000 e i 200.000 €.

 

Negozio biologico: qual è il fatturato ipotizzabile?

Un franchising dedicato a un negozio di alimenti biologici è un modo eccellente per avviare un’attività. La franchise a cui ci si rivolge dovrebbe avere una solida reputazione di mercato, il che faciliterà il lavoro del nuovo affiliato abbreviando i tempi di avviamento.

Un franchising biologico con un marchio consolidato richiederà investimenti più alti, ma è ipotizzabile che gli incassi siano maggiori perché maggiore sarà la percezione dell’utente circa l’affidabilità del marchio e la sua diffusione.

Si conta che in Italia circa 15 milioni di famiglie abbiano scelto il biologico, senza contare anche l’ingresso di tale business in mense scolastiche e aziendali.

Il trend, infine, è in crescita costante anche dagli anni della crisi, tanto che si prospetta che più di 7 consumatori su 10 continueranno nei prossimi anni a scegliere prodotti naturali, equo solidali e biologici.

Il fatturato ipotizzabile, tenendo conto di queste valutazioni, della possibilità di spesa delle famiglie nella zona prescelta, della popolazione presente e altro, può variare in relazione a parecchie variabili. Per un’area di 20.000 abitanti, e un piccolo negozio gestibile da una sola persona, può aggirarsi tra gli 80.000 e i 100.000 € l’anno.

Secondo le stime del Sole 24 ore, relative ai principali gruppi di Franchising biologico operanti in Italia, è possibile stimare una crescita che tocchi i 300 milioni di € totali in un anno (tra tutti i negozi affiliati) e 1 milione di € per singolo negozio. In questo caso, naturalmente, stiamo parlando di strutture più articolate, sia in termini di superficie che di addetti.

Cosa pensi dei prodotti biologici? Ne fai uso? O li eviti? Hai mai fatto acquisti in un negozio biologico? Come ti sei trovato/a?
Commenta qui sotto.

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