Lug
14
2014

Aprire una Palestra? Si, ma di nicchia

Aprire una palestra e differenziarla. Ecco il segreto.

aprire una palestra

Author: Roberto Zaretti

Più volte, negli scorsi  articoli, abbiamo parlato del concetto di nicchia, ovvero della necessità di ritagliarsi una specializzazione che il mercato non offra, o che comunque possa essere recepita come una novità.

Lo abbiamo fatto quando abbiamo parlato dei ristoranti, dei bed&breakfast, dei servizi turistici. Ebbene, il discorso è applicabile anche per chi intenda aprire una palestra o, come è forse più trandy citare, un centro fitness.

L’Italia è piena di palestre, e non sempre hanno successo. Pensare di aprire una palestra identica a quella già presente a pochi chilometri di distanza non ha molto senso, a meno di avere qualcosa di veramente alternativo da proporre.

Ecco il segreto. Qualcosa di alternativo, che faccia nicchia, che porti ad essere riconosciuta come un’attività che prima non c’era, e che valga quanto meno la pena provare.

Nel corso degli anni le palestre si sono specializzate. Inizialmente proponendo corsi di formazione, poco alla volta assumendo vere e proprie identità alternative.

Vediamo come dare una fisionomia diversa a questa attività, e come sia possibile aprire una palestra, o centro fitness che sia, proponendo qualcosa di alternativo.

  • Arti Marziali. Nulla di nuovo. Sono anni che alcune palestre si sono specializzate in arti marziali. Tuttavia ve ne sono di emergenti, poco note alla massa, che possono essere presentate non come arte marziale fine e sé stessa, con gare, concorsi e quant’altro, bensì finalizzate a uno scopo preciso, come per esempio l’autodifesa femminile.Vivete in un quartiere difficile? Organizzate corsi di Krav Maga, la tecnica di difesa/attacco inventata dal Mossad israeliano. È adatta a tutti, uomini e donne di qualsiasi età, e insegna nel giro di qualche mese a difendersi in maniera efficace sintetizzando le tecniche più efficaci di altre discipline, come Ju-Jitsu e Thai Boxe. Nei grossi centri metropolitani si stanno diffondendo a vista d’occhio, ma nei centri minori c’è ancora spazio per aprire una scuola di Krav Maga.
  • Water Fitness. Se le palestre tradizionali arrancano, aprire una palestra con piscina spostando gli esercizi in acqua potrebbe essere vincente. All’interno di una piscina si può fare qualsiasi cosa che venga fatta in una palestra tradizionale: dalla cyclette al sollevamento pesi, dalla danza all’aerobica. Le sessioni di acquagym attirano il pubblico femminile più di qualsiasi altra attività. Ma non solo esercizi per rimettersi in forma. Anche per la riabilitazione sembra sia molto efficace.
  • Jukary Fit to Fly. In questa disciplina, anch’essa in forte espansione e meritevole di essere presa in considerazione per chi intenda aprire una palestra, il protagonista è il Flyset, una barra d’acciaio rivestita con materiale morbido al tatto e provvista di maniglie. Pare che alla sua progettazione abbia contribuito il Cirque du Soleil. Gli esercizi vengono compiuti  a tempo di musica (elemento ormai essenziale per qualsiasi esercizio fisico), e pare siano miracolosi per tonificare addominali, glutei e gambe.  Si tratta di una disciplina adatta a tutti, e particolarmente gradita al pubblico femminile.
  • Zumba. Ecco un esempio di come reinventarsi una disciplina ipersfruttata: l’aerobica. La zumba, inventata da tale Beto Perez, applica ritmi musicali e movimenti tipici della zona afro-caraibica, come il merengue, la salsa, la rumba. Pare miracolosa per il sistema cardiovascolare. Quanto c’è di vero? Dove finisce il confine salutistico e dove inizia il marketing? Difficile stabilirlo. Però funziona. Aprire una palestra pubblicizzando attività aerobica o vere proprie sessioni di zumba ha un appeal decisamente diverso. Torniamo al discorso della nicchia.
  • Military Fitness. Lo dice la parola, qui si entra in ambito militare. In pratica, il duro allenamento militare portato in palestra. L’obiettivo è ambizioso, raggiungere risultati concreti e visibili in poco tempo. Per tale ragione le sessioni sono pesanti, finalizzate a rinforzare il fisico e, perché no, pure l’autostima. Destinato per lo più al pubblico maschile, non viene disdegnato neppure dalle soldatesse di turno. E per chi vuole puntare al massimo c’è il Boot Camp, direttamente dagli States, la tecnica di allenamento dei marines. In questo caso si pratica all’aperto, e può essere una nicchia interessante da affiancare ad altre attività svolte tra quattro mura.
  • Ladies Sensual training. Dopo il rude esercizio dei Navy Seals, qualcosa di romantico, dedicato al pubblico rosa. Movimenti lenti, sensuali, finalizzati non solo a fare movimento, ma anche ad applicarlo alla seduzione. Branca di questa disciplina è la Bollywood Dance, un misto tra danza del ventre e danza indiana, così chiamata perché appare spesso nei film di questo genere.

E poi via di fantasia. Dall’Aqua Tribal, dove tamburi africani vengono usati per emettere vibrazioni subacquee che aiuterebbero a tonificare i muscoli, alla wave ball, una sorta di pallone per esercizi speciali in acqua. Dalla hydrobyke, versione acquatica della più nota cyclette, all’arpa subacquea che emette vibrazioni rilassanti.

Info su attrezzi e e tecniche a questo LINK 

L’elenco potrebbe proseguire, ma il concetto rimane lo stesso. Aprire una palestra vuol dire differenziarla, proporre qualcosa che magari sia presente in altre zone ma manchi nella propria.

Oppure, perché no, inventarsi qualcosa di alternativo, magari mischiando un po’ gli ingredienti, e poi partire all’assalto di You Tube e dei Social Network.

Chissà che non diventi la moda del momento.

Qual’è la tua opinione sulle palestre? Ne frequenti una? Scrivi qui sotto.

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