Feb
29
2016

Uber: Autisti Cercasi

Uber, ovvero diventare taxista senza licenza

uber taxi

author: Roberto Zaretti

Uber è probabilmente una delle applicazioni di cui si è parlato più spesso negli ultimi tempi, nel bene e nel male. Per chi non lo conoscesse, Uber è un servizio, disponibile tramite App IOS e Android, tramite il quale è possibile farsi trasportare in auto in maniera analoga a un taxi. Rispetto a quest’ultimo, l’auto adibita al trasporto è privata e priva di una particolare licenza. L’autista quasi sempre è una persona che usa Uber per arrotondare le entrate, spesso perchè impegnato principalmente in altre attività.

Uber è presente in quasi 60 Paesi, dà lavoro a 50.000 persone solo in Europa, ed è in forte espansione, sebbene stiano nascendo i primi concorrenti. Uber è perennemente alla ricerca di nuovi autisti, che siano automuniti e interessati a trasportare la gente ogni volta che ce ne sia bisogno. In Italia il servizio è attualmente presente nelle grandi città.

Nel mondo sono milioni le persone che usano Uber. In Italia svariate centinaia di migliaia, ma, come si diceva, il trend è in espansione. Uber Italia ha di recente creato un pool di persone con il compito di arruolare e organizzare un migliaio di autisti (“driver”, come vengono chiamati) sul territorio nazionale.

Le figure professionali cercate da Uber sono sostanzialmente due: autisti professionisti, in possesso di licenza NCC (noleggio con conducente), che dispongano di auto di categoria adeguata al trasporto di business man o comunque di una fascia medio alta di utenti, e autisti tradizionali. Nel primo caso è richiesta un auto, preferibilmente scura, tipo BMW serie 5 o Mercedes classe E, che non abbia più di 5 anni di vita. Nel secondo una qualsiasi vettura con massimo dieci anni di vita e munita di 5 porte.
Occorre aver compiuto 21 anni, avere la patente da almeno un anno, la fedina penale pulita e non aver mai subito la sospensione della patente.

L’interfaccia tra Uber e il driver è la stessa APP che usano gli utenti per prenotare una corsa. E’ previsto anche un servizio di assistenza per qualsiasi problema, così come una sezione di suggerimenti per il driver.

Quanto si guadagna con Uber? Dipende ovviamente dal numero delle corse e dalla durata delle stesse. E’ prevista una tariffa minima, variabile a seconda della città. A Milano, per una corsa di max 10 km di un auto top con autista professionale, la tariffa minima è di 12 Euro. A Roma di 8 Euro. Un auto tradizionale ha una corsa minima di 5 Euro. Da tali importi Uber trattiene il 20%. Il resto è per il driver. Bollo e assicurazione sono pagati da Uber.

Ferme restano le condizioni che abbiamo visto, driver di Uber può essere chiunque. Dal pensionato allo studente, dalla casalinga all’impiegato. Uber consente di impegnare il proprio tempo in relazione alle proprie disponibilità, che devono essere comunicate preventivamente alla società di gestione. Chi decide di farlo full time può agevolmente pensare di fare un centinaio di corse a settimana, per un guadagno medio di 400 Euro a settimana.

Vista così sembrerebbe una bella opportunità, e lo è. Ma non sono tutte rose e fiori. Intanto occorre passare una selezione (anche se non sembra nulla di inarrivabile, anzi). Potete inoltrare la vostra domanda a questo link. 

E poi c’è il nodo dei tassisti che, per usare un eufemismo, non sono completamente d’accordo circa la concorrenza fatta loro da Uber. Tale servizio di fatto va a minare l’attività di un’intera classe lavorativa, quella dei tassisti, che spesso hanno pagato la licenza in maniera importante e si vedono portar via i clienti da Uber. In alcune città, come a Genova, anche la Polizia Locale si è messa sulle tracce degli autisti di Uber, con tanto di sanzioni e ritiri del veicolo.

In realtà, non essendoci ancora una legislazione che prenda in considerazione tali aspetti, in Italia viene applicata la normativa vigente (non da tutte le città, a onor del vero), la quale, secondo l’articolo 86 del codice della strada, prescrive che per il servizio di piazza con conducente l’autista debba essere munito di una regolare licenza.

Non entriamo nello specifico di tali aspetti, certo rappresentano un bel problema. Del resto non è con gli scioperi o con le aggressioni gratuite che si arresterà il fenomeno UBER. Lo si potrà fare solo fornendo un servizio migliore, o comunque che possa offrire al cliente qualcosa di alternativo o più vantaggioso di quanto offerto da Uber. Le associazioni di categoria dei tassisti si stanno infatti organizzando con una APP, che avrà la medesima funzione di quella di Uber.

Per chi conosce l’inglese, a questo link trovate il forum dei driver Uber, dove potete inoltrare domande e leggere commenti.

Cosa ne pensi di Uber? Lo hai mai usato? Sei d’accordo con la vertenza dei tassisti o ritieni che il servizio dovrebbe essere fruibile senza limitazioni? Commenta qui sotto.

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