Giu
17
2013

Sigarette Elettroniche. Boom o Flop?

sigarette elettroniche

Argomento trattato: Franchising Sigarette Elettroniche

Torniamo a parlare di sigarette elettroniche. Lo abbiamo fatto più volte in passato, ma essendo un argomento sulla bocca di tutti, e anche uno dei principali business del momento, incombe periodicamente la necessità di fare il punto della situazione.

La novità principale è che non ci sono novità. Sembrerebbe un paradosso, eppure nel business non c’è nulla di più deleterio della precarietà o della poca chiarezza per rendere problematico anche il più elementare dei progetti d’impresa.

Per la verità, non passa giorno che i media non parlino dell’ordinanza del tal sindaco che vieta le sigarette elettroniche nei locali pubblici, piuttosto che dell’ultima ricerca scientifica o della protesta di qualche associazione verso lo svappatore di turno. Per certi versi ciò è positivo. Il fatto che se ne parli, bene o male, significa che l’argomento “tira”, e questo è certamente uno degli ingredienti salienti per fare business.

La precarietà a cui mi riferisco però è di tipo normativo. Lo avevamo previsto già qualche mese fa (trovi QUI l’articolo che ne parla): le vendite di tabacco tradizionale,  all’estero come in Italia, sono in forte diminuzione a pro della sigaretta elettronica (che poi vorrei che qualcuno mi spiegasse perché “elettronica” e non “elettrica”; cos’ha di elettronico, a parte il diodo che si illumina?), e questo si traduce nella perdita di milioni di Euro (o di dollari, a seconda) sia per l’erario che per le major del tabacco.

Se uno più uno fa ancora due, la tentazione dei monopoli di relegare questo prodotto (e-cig e liquidi) alle farmacie e alle tabaccherie, ufficialmente per motivi salutistici, è ogni giorno più forte. Ma ciò si tradurrebbe nel collasso di centinaia di realtà imprenditoriali (franchising di sigarette elettroniche e attività tradizionali) con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro. Ed ecco spiegato lo stallo normativo.

Ma forse pochi ricordano che questo è già accaduto di recente, pur se in un settore diverso e con modalità diverse. Mi riferisco alle energie rinnovabili, dove addirittura non c’era un vuoto normativo, come nelle sigarette elettroniche, ma una legge vera e propria (il famigerato “conto energia”) che mutava repentinamente ogni quattro mesi, costringendo gli operatori a fare investimenti senza la certezza di poter rientrare secondo un’ottica di lungo raggio. Risultato: quello che doveva essere il business del secolo si è trasformato in un’ecatombe.

E che la situazione stia velocemente evolvendo non sono solo i numeri a dirlo, se è vero come è vero che pure le major del tabacco stanno convertendo parte della produzione in sigarette elettroniche (per il momento circa il 10%). Ciò introdurrà nuovi operatori sul mercato, per di più con capacità finanziarie enormi, mutando nuovamente lo scenario. A scapito di chi? Degli operatori più piccoli, naturalmente.

A tutto ciò si aggiungano altri business, apparentemente defilati e di cui si parla poco: la pubblicità, per esempio. Prendete una rivista che tratti il franchising e vi accorgerete che il 50% della pubblicità è legato ad aziende che fanno business nelle sigarette elettroniche. Cosa che diventerebbe proibita se le e-cig dovessero essere equiparate al tabacco tradizionale, quindi soggette a monopolio.

Ma cosa pensa chi ha aperto un negozio di sigarette elettroniche? È soddisfatto? Lo rifarebbe? Si è rivelato un buon investimento?

Tra coloro che sono partiti agli albori del business delle sigarette elettroniche, sia per quanto riguarda i franchisor che per quanto riguarda i franchisee, circola una certa soddisfazione. Gli investimenti per lo più sono rientrati in soli due anni, proprio sull’onda del crescere del mercato. Diversa la situazione per chi sta aprendo ora, o ha in progetto di farlo nei prossimi mesi. In questo caso la situazione va vagliata con attenzione, proprio per il gran numero di operatori già presenti. In alcune zone potrebbe essere ancora interessante, in altre il rischio supera la soglia di accettabilità. È un po’ la situazione dei franchising “compro oro”.

Quali sono i problemi che più frequentemente si riscontrano? Sostanzialmente due.

  1. La qualità del prodotto, a volte carente, che crea parecchi problemi nel post vendita
  2. Nel franchising delle sigarette elettroniche, l’improvvisazione di alcune aziende, che sono saltate sul carro del business senza testare adeguatamente il sistema franchising.

Si tratta molto spesso di due facce della stessa medaglia. Un franchising improvvisato, messo in piedi in qualche mese e senza test preventivi su unità pilota, ha comportato molto spesso anche l’approvvigionamento di materiale scadente, sia in termini di sigarette elettroniche che di accessori. Insomma, ce lo siamo già detti nel precedente articolo in materia di sigarette elettroniche: l’improvvisazione si paga, anche se a farne le spese, oltre ai clienti, sono sempre gli affiliati, e ben di rado gli affilianti.

Cosa fare quindi? Buttarsi nel business delle sigarette elettroniche o rivolgersi altrove?

Personalmente, ma questo è un mio modo di vedere le cose e sarei ben lieto di essere smentito da qualcuno di voi, in campo imprenditoriale sono disposto ad accollarmi dei rischi (ciò è del tutto inevitabile) a condizione che, per quanto possibile, possano essere valutati preventivamente. Naturalmente non mi riferisco agli imprevisti,  che sono sempre dietro l’angolo, ma ad una valutazione precisa e dettagliata del rapporto rischi/benefici.

E nel settore delle sigarette elettroniche mi sembra francamente difficile fare una valutazione di questo tipo, proprio per la presenza (o l’assenza) di regole chiare, certe, ben definite, che possano consentire di fare progetti di lungo respiro.

Diverso il caso se l’obiettivo non è quello di inventarsi un impiego bensì di investire quattrini in modo alternativo, con un orizzonte temporale nell’ordine di qualche mese, per esempio per avviare un punto vendita di sigarette elettroniche per poi rivenderlo.

Insomma, nel settore delle sigarette elettroniche, franchising o meno, occorre andare con i piedi di piombo, e fare una valutazione accurata non solo del franchising proposto (se di questo si tratta), ma dell’intero progetto imprenditoriale, con particolare riferimento alla zona dove si intende aprire.

Tenendo presente che esiste il rischio concreto che un bel giorno ci si possa trovare con la sgradita sorpresa di vedersi sparire il cliente per legge.

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8 commenti+ commenta

  • Personalmente credo che questo tipo di attività commerciale sia una di quelle attività “stagionali” intendendo con questo termine un’ attività che per un certo periodo ha un forte sviluppo e successivamente il boom svanisce, come è accaduto per es. con i compro oro. Proprio per questo motivo ed anche perchè non esiste una normativa in questo settore non investirei denaro, tanto più che quasi giornalmente si sentono notizie, vere o false non si sa, secondo le quali i liquidi contenuti nelle sigarette sono dannosi per la salute. Mi chiedo: sarà vero? Oppure ci sono forti interessi economici che ruotano intorno alle sigarette elettroniche? Propenderei per la seconda opzione.

    • Buongiorno Loredana, grazie per il tuo contributo. Come vanno i tuoi progetti?

  • Come scritto nell’articolo, anch’io ho avuto problemi con la qualità delle ecig. Ora le cose vanno un pò meglio

    • Benvenuto Fabry, facci sapere qualcosa di più

  • I miei progetti sono ancora alla fase apprendimento, in tutti i sensi.

  • A integrazione dell’articolo specifico che il governo in questi giorni sta pensando di tassare le sigarette elettroniche per reperire i soldi per il mancato aumento dell’IVA. A prescindere dal fatto che si verifichi o meno, ciò non fa che confermare quanto detto nell’articolo: questo settore è altamente soggetto a molte variabili imprevedibili che potrebbero mutarne lo scenario da un giorno all’altro. E questo per pianificare un business è deleterio.

  • Ciao Roberto, ci siamo sentiti qualche mese fa a proposito del mio progetto franchising. Volevo ringraziarti per avermi indirizzato al meglio, facendomi ripensare a una scelta di cui ero convinto, tu sai quale. Mi trovo bene, e sono felice dello scampato pericolo. Trovare questo blog è stata una fortuna. Continua così

    • Grazie a te Giancarlo. Sono lieto che le cose vadano bene. Tienici al corrente.

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