Lug
1
2015

Migliori Franchising. Quali sono? Come si trovano?

Quali sono secondo te i migliori franchising?

franchising migliori

Author: Roberto Zaretti

Questa domanda ricorre frequentemente all’interno del blog. Spesso, chi sta valutando un’opportunità in franchising, è alla ricerca una sorta di classifica dei migliori franchising, che ovviamente non troverà mai.

Vediamo di capire perchè, e soprattutto vediamo come rispondere alla domanda “quali sono i migliori franchising”?

Chi si accinge a cercare informazioni sul mondo del franchising, si tratti di un imprenditore oppure di una persona che intenda diventarlo, quasi sempre commette un errore macroscopico. E, paradossalmente, a commetterlo più spesso è proprio chi ha già esperienza, perchè è portato ad approcciare un’attività in franchising come farebbe con una tradizionale.

Scegliere un’attività in franchising vuol dire, approssimando per grandi linee, dover fare due valutazioni specifiche, mentre normalmente ne viene fatta solo una.

La prima consiste nel valutare la tipologia del prodotto o del servizio. In pratica, valutare se il prodotto o il servizio che andrò a fornire riscontrerà il favore del mercato o meno.
Si tratta di un passaggio ovvio, ben recepito da tutti. Per funzionare, un’attività deve vendere. Non ci piove. Quindi, analisi di mercato, analisi dei competitors, valutazione della zona e del potenziale target da raggiungere, e via dicendo.
Fin qui nulla di nuovo. Se intendete avviare un’attività commerciale, questo è quanto sarete chiamati a fare. Punto.

Se l’attività che intendete avviare è in franchising, esiste un secondo punto da verificare, importante almeno quanto il primo: la qualità del franchising, non solo del prodotto/servizio che andrete a vendere. Questo purtroppo lo fanno in pochi.

Il successo di un’attività in franchising infatti non dipende solo dalla bontà di ciò che viene commercializzato, ma anche dalla qualità dell’organizzazione del franchising che l’azienda franchisor avrà saputo porre in essere. Un franchising approssimativo, non collaudato, non supportato, non reclamizzato, comporterà rischi addirittura superiori rispetto a un attività tradizionale.

Se avviare un’attività comporta inevitabilmente un rischio di impresa, avviarne una in franchising, qualora quest’ultimo risulti organizzato in maniera approssimativa, ne aggiunge un secondo, il rischio franchising, per l’appunto. Quindi, il paradosso è quello di affrontare un investimento economico ben superiore a quello che comporterebbe un’attività tradizionale, per ritrovarsi con un rischio di fallimento più alto. Una follia.

Chiarito questo, vediamo cosa si intende per “franchising approssimativo”. Con tale definizione si fa riferimento a un’organizzazione non sufficientemente strutturata e collaudata, con scarsa o nessuna esperienza e, soprattutto, non sperimentata su punti pilota. Di fatto, questo si traduce nel riversare completamente il rischio di impresa sul proprio affiliato.

Chi di voi segue questo blog avrà ormai familiarizzato con il concetto di “punti pilota”. Ne abbiamo parlato spesso. Si tratta di un passaggio obbligato per chi intenda creare una rete in franchising, importante al punto che il legislatore lo ha inserito come punto chiave nella legge 129/2004, che in Italia regola le affiliazioni commerciali. Passaggio che tuttavia, legge o no, viene spesso disatteso.

Prevede che un’azienda sperimenti la formula del franchising prima di venderla agli affiliati, e lo faccia tramite punti vendita a gestione diretta. Questo serve per determinare la miglior configurazione finale che dovrà avere il punto vendita, in termini di immagine, di frequenza di approvvigionamenti, di assortimento di prodotti, di assistenza, di problemi che possono sorgere, e più in generale di tutti quegli aspetti che non sono pianificabili a tavolino, ma necessitano proprio di essere sperimentati in modo pratico. E’ proprio da questo tipo di sperimentazione che scaturisce il conto economico e i tempi di ritorno dell’investimento, non certo da quattro cifre gettate su un foglio di carta in pochi minuti, come, vi garantisco, a volte ho visto fare (“ho visto cose che voi umani…”).

Altro aspetto fondamentale di un’organizzazione franchising è la quantità e la qualità delle persone deputate a seguirne lo sviluppo e il funzionamento. Non è raro imbattersi in aziende che hanno improvvisato un franchising ritrovandosi, complice la crisi economica, personale in esubero da ricollocare. Si mette in piedi un franchising, poi se il lavoro riprende, ci penseremo. Quante persone sono deputate a lavorare per la rete franchising? Che mansioni ricoprono? Fanno solo quello o si occupano di altro?

Quelli che abbiamo visto, la sperimentazione della formula e la struttura organizzativa della rete franchising, sono solo due degli aspetti che differenziano una buona proposta in affiliazione da una approssimativa. Altri sono da verificare.

A questo punto si potrebbe pensare che un marchio noto, ben reclamizzato, che goda di centinaia di punti vendita, debba necessariamente disporre di una rete in franchising collaudata ed efficiente. Non sempre è così. Se da una parte tali aspetti rappresentano indubbiamente una garanzia supplementare, non è affatto detto che un grande marchio abbia curato lo sviluppo in franchising in maniera accurata. Occorre valutarlo con lo stesso metro che si userebbe per misurare un marchio sconosciuto.

Tornando ai cosiddetti “franchising migliori”, occorre anche precisare che un marchio di successo ben difficilmente lo è ovunque. Ci saranno zone dove il prodotto/servizio funzionerà bene, altre dove funzionerà meno, altre dove non funzionerà affatto. Gli aspetti che determinano tale circostanza sono innumerevoli. Citiamone uno: il bacino di utenza, inteso non solo da un punto di vista numerico, come la maggior parte di chi propone un franchising si limita a valutare, ma anche e soprattutto da un punto di vista culturale, etnico, demografico.
Cose che una normale ricerca di mercato riuscirebbe a evidenziare. Peccato che non tutti i franchisor facciano ricerche di mercato preventive sulla zona ove intendano aprire un punto vendita in affiliazione, e men che meno lo faccia l’aspirante affiliato, che spesso non sa neppure di cosa si tratta.

Quindi, per concludere, come capire quali sono i franchising migliori? Facendo una valutazione in dettaglio di tutti questi aspetti. In che modo?

  1. Informandosi. Ricerche sul web, contatti con persone che abbiano già avviato un’attività presso la stessa rete franchising, valutazione di tutti gli aspetti tecnici e contrattuali, valutazione del business plan, del conto economico, del break even point. Richiede tempo e fatica, ma è un passaggio obbligato. Stiamo parlando di un passaggio cruciale nella vita di una persona, non di scegliere dove andare in vacanza. Varrà pur la pena di spenderci del tempo.
  2. Affidandosi a un consulente che lo faccia per voi. Sarà un investimento supplementare, probabilmente nell’ordine di 2/3000 Euro, che ovviamente peserà sull’economia complessiva dell’investimento che vi accingete a fare. Ma si tratterà di soldi che torneranno con il tempo, una volta che avrete avviato un’attività che funzioni davvero e, soprattutto, che sia adatta a voi.

Solo a quel punto sarà possibile rispondere alla domanda “quali sono i migliori franchising”?

Cosa ne pensi? Hai mai avuto a che fare con il mondo del franchising? Commenta qui sotto.

4 commenti+ commenta

  • Bongiorno,
    In merito al suo articolo dei Franchising migliori.
    un consulente dove lo trovo?
    A chi mi devo rivolgere?

    Cordiali saluti

    • Puoi provare sui siti delle associazioni di settore, come assofranchising e FIF. Oppure visitare una fiera, come quella di Milano ad ottobre. In realtà io stesso sono un consulente, ma purtroppo ad oggi non mi è possibile accettare altri incarichi oltre a quelli che ho già

  • Salve,
    ho serie difficolta a trovare un consulente.
    Ho chiesto via web alle varie associazioni un contatto senza successo.
    Inoltre sono a Roma e se non ho capito male sul questo territorio c’è poco.

    Saluti
    Danilo

    • Purtroppo non posso aiutarti in tal senso. Le associazioni di settore, Assofranchising e FIF, sono i siti dove generalmente sono riportati gli estremi di alcuni professionisti del settore. Vediamo se qualche lettore può darti info a riguardo

Lascia un commento