Giu
6
2017

Franchising Caffè. Aroma di business

Franchising Caffè. Un settore in ascesa costante.

Author: Roberto Zaretti

franchising caffè

Franchising Caffè. Solo qualche anno fa una simile iniziativa sarebbe apparsa quanto meno azzardata. E’ pur vero che siamo una nazione dove il caffè da secoli rappresenta un culto, ma un attività che puntasse esclusivamente su questo, e addirittura una rete franchising, solo fino qualche anno fa sarebbe parsa un azzardo.

Invece è successo. I negozi di cialde e capsule stanno crescendo in maniera esponenziale, al punto che ormai cominciano a vedersi più aperture nella stessa località, magari a poche centinaia di metri.

Poco alla volta, presso le famiglie italiane le macchine espresso hanno soppiantato le caffettiere, al punto che questo elettrodomestico è ormai entrato a pieno titolo tra la dotazione standard di qualsiasi cucina. Naturalmente i puristi della moka resistono, ma sono sempre di più coloro che capitolano a pro della comodità delle cialde e delle capsule, incentivati dai centri commerciali, che hanno margini ben diversi sulla vendita di una macchina espresso e relativi consumabili, piuttosto che su una caffettiera.

Sull’onda di questa tendenza, come si diceva, hanno ormai da qualche anno fatto la comparsa sul mercato alcune proposte di franchising caffè, e altre sono destinate a nascere nel breve periodo.

Cosa offre questa attività? Quali obblighi comporta? Quanto rende? Come funziona?

Andiamo per gradi. Cominciamo a dire che la tipologia di esercizio rientra nella categoria della somministrazione di alimenti e bevande solo a condizione che il caffè venga venduto sfuso, oppure si intenda prevedere nel punto vendita una qualsiasi forma di somministrazione di bevande, compreso il classico assaggio.

In questo caso occorre un’apposita abilitazione, per ottenere la quale occorre frequentare un corso, il SAB. Info a riguardo sono disponibili a questo link  oppure sui siti della Regione di appartenenza. I costi oscillano in media intorno a 500-600 Euro.

Il corso può essere evitato se si dispone di un titolo di studio adeguato, il più classico dei quali è un diploma alberghiero o una laurea ad indirizzo scientifico. In alternativa, vale anche un’esperienza specifica nel settore alimentare. In questo caso è richiesto di aver lavorato negli ultimi 5 anni almeno 2 nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, come ad esempio un bar, o un ristorante.

Come detto, il corso non serve se il negozio vende solo cialde e capsule confezionate, e quindi non vi è alcuna somministrazione di alimenti / bevande sfuse. Per eventuali dubbi su tali aspetti si consulti il Decreto Legislativo n° 59 del 26 marzo 2010, al paragrafo 6 dell’articolo 71.

Oltre alla comunicazione di inizio attività, inoltrata in Comune, sarà preventivamente necessario richiedere la partita IVA e iscriversi alla Camera del Commercio, attività che qualsiasi commercialista è in grado di fare.

Uno dei vantaggi di questa tipologia di negozi è quella di richiedere un arredamento minimalista, tipicamente scaffali, che normalmente richiede un costo contenuto. In linea di massima, il franchising caffè si colloca tra i più economici in termini di costi di affiliazione e, se ben gestito e se ben testato dal franchisor, si colloca pure tra i migliori per quanto riguarda il rapporto investimento / profitto.

Un parametro importante, oltre alla qualità del caffè, è il costo unitario, quindi il ricarico applicabile. Parametro che deve emergere da una sperimentazione preventiva su punto pilota. Per informazioni sui punti pilota di una rete franchising si veda il video presente a questo link.

All’interno del punto vendita, normalmente un negozio ma potrebbe trattarsi anche di un corner, l’offerta non riguarda solo la vendita di cialde e capsule, ma può spaziare in un ventaglio più ampio. Infusi, ginseng, orzo, macchine espresso, servizi di tazzine e altro, fanno spesso mostra di sé sugli scaffali di questi punti vendita.

Da tenere presente è la costante evoluzione del mercato, che implica un aggiornamento sistematico. Capsule e cialde cambiano continuamente, e così pure le macchine. Nascono nuovi modelli, nuove fragranze. Possiamo scordarci la compatibilità tra macchine. Magari solo per pochi centimetri, ma ogni capsula viene mantenuta dai produttori rigorosamente differente da quella dei competitor, e spesso pure tra modelli diversi della stessa marca.

Necessario quindi affidarsi a un franchising caffè che sappia rispondere con prontezza ai cambiamenti del mercato, e che abbia consolidato un’esperienza nel settore. Anche nei franchising caffè prospera l’improvvisazione di chi è saltato sul business del momento. Come sempre, attenzione agli improvvisatori.

Altra cosa da verificare bene prima di firmare un contratto di franchising caffè è la gamma disponibile. Fondamentale poter disporre di tutte le capsule / cialde più diffuse, come A Modo Mio e Nespresso, per citarne due tra le più popolari. Improponibile il fatto di basare il proprio fatturato su una singola marca. Troppo rischioso.

Quanto può rendere un franchising caffè? Come al solito, le variabili sono molteplici. Riguardano la zona ove è ubicato il negozio, il ricarico previsto dal franchisor, i costi medi applicati dai centri commerciali della zona, e altro. Facendo una media, molto approssimativa, basata su un punto vendita di medie dimensioni, è possibile ipotizzare uno scontrino di entità media intorno ai 15 Euro, e un numero di scontrini a regime di circa 600 unità al mese, per un fatturato annuo di circa 100.000 Euro.
Su tale importo occorre naturalmente valutare quanto incide il franchising, inteso come ricarichi, fee di ingresso, royalty ecc.

Va detto che l’attività si presta anche ad essere avviata senza la formula del franchising, specie se il titolare dispone già di un’esperienza nel settore, ad esempio per aver lavorato in un bar. In questo settore, infatti, il plus in capo a una rete franchising non è così evidente come in altri comparti, e si basa essenzialmente sul fatto che il franchisor, disponendo di molti punti vendita, si suppone che sia in grado di strappare al fornitore prezzi che un singolo dettagliante difficilmente potrebbe avere.

Una valutazione da fare in maniera oculata, quindi. Come al solito, specie per quanto riguarda il franchising caffè, fondamentale affidarsi a un consulente che possa fare tutte le valutazioni del caso. In alternativa, affidarsi al sistema FRANCHISING SICURO. Info nella barra a lato.

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