Feb
25
2013

Facciamo il punto sulle Cartucce Rigenerate

Il franchising delle cartucce rigenerate vanta ormai una notevole esperienza, nonchè numerosi marchi che hanno raggiunto dimensioni ragguardevoli.

Nasce in pratica con l’avvento delle prime stampanti laser e inkjet, e segue parallelamente l’enorme sviluppo di tali periferiche, sia per uso business che consumer. Poggia le fondamenta sull’elevato costo delle cartucce originali, e dovrebbe consentire un’alternativa efficace per contenere tali costi, che rappresentano il vero business che si cela dietro a questo mercato (in alcuni casi costano più le cartucce che la stampante).

Quando nacquero i primi franchising di rigenerazione cartucce, una delle perplessita di chi si accingeva a valutare questo business era riconducibile al rischio di focalizzarsi su un prodotto di nicchia, difficilmente diversificabile. In realtà, con il passare degli anni questi franchising hanno saputo allargare la propria offerta, al punto che molto spesso un punto vendita di cartucce rigenerate offre anche carta per stampanti, carta fotografica, stampe, fotocopie, rilegature di libri, timbri e più in generale una pluralità di servizi che vanno ad integrare un’offerta sempre più indirizzata al mondo del business e delle aziende.

Accanto alle cartucce rigenerate sono sempre offerte anche quelle originali e, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, anche queste ultime rappresentano una bella fetta di business, pur conservando prezzi più alti rispetto alle corrispondenti rigenerate.

A proposito dei prezzi, con il passare del tempo la caratteristica principale delle cartucce rigenerate, quella di costare meno rispetto alle originali, ha subito una metamorfosi. Ora i prezzi della cartuccia sono grosso modo simili. La differenza sta nella quantità di inchiostro, che nelle rigenerate è circa il doppio a parità di prezzo.

Con questo sistema sono stati aumentati i margini operativi, considerato che per il produttore raddoppiare la quantità di inchiostro conviene certamente più che abbassare il prezzo di vendita. A tal proposito, qualche punto vendita si lamenta circa il fatto che l’utente preferisca un prezzo più basso piuttosto che una maggior quantità, ma i numeri globalmente sembrano comunque premiare questa scelta commerciale.

Un altro vantaggio di questo genere di franchising è la meticolosità con cui il franchisor segue il nuovo affiliato (attenzione, non tutti), sia per quanto riguarda l’ubicazione del negozio che per tutte le fasi relative all’avviamento dell’attività. Anche sotto tale aspetto le persone intervistate da DottorFranchising si sono dichiarate per lo più soddisfatte.

Tutto rose e fiori? Naturalmente no. Vediamo gli aspetti negativi.

Il primo: i margini di guadagno. Su una singola cartuccia il punto vendita guadagna mediamente tra il 5 e il 10% del prezzo di vendita (comunque variabile a seconda della tipologia di cartuccia rigenerata).
Per la maggior parte di cartucce in vendita, vuol dire incamerare 1 Euro ogni pezzo venduto.

Da qui la necessità da un lato di disporre di grandi numeri di vendita, dall’altro di vendere anche prodotti accessori, come abbiamo già visto, per integrare gli introiti. Proprio per tali ragioni il franchisor chiede generalmente l’ubicazione del punto vendita in zona centrale, di forte passaggio, con conseguenti prezzi di affitto superiori alla media. Va detto che proprio tali accorgimenti, affiancati all’esperienza dell’azienda franchisor, fa si che il business funzioni e sia in grado di produrre un reddito adeguato.

Altra nota dolente sono i costi di avviamento. Si collocano nella fascia media degli investimenti in franchising, tra i 20 e i 40 mila Euro a seconda dell’allestimento e della fornitura. Occorre poi considerare che servono almeno due persone per gestire al meglio l’attività, quindi in mancanza di un socio potrebbe essere necessario assumere personale.

Altro nemico dei negozi di cartucce rigenerate, e più in generale di questo tipo di franchising, sono i cosiddetti “Ciss”. Al momento sono in pochi a conoscerli, ma c’è da immaginare che prenderanno piede, nonostante sia i produttori di stampanti sia i venditori di cartucce abbiano dichiarato guerra a tali sistemi.

Cosa sono i Ciss? Sono sistemi di stampa in continuo, che di fatto vanno a sostituire le cartucce della stampante. Sono costituiti da un sistema di serbatoi di inchiostro (uno o più di uno, a seconda di quanti ne usa la stampante) esterni alla stampante e di grande capacità, collegati alla testina di stampa tramite tubicini di semplice installazione.

Tali sistemi, che non sono una novità ma che al momento non sono conosciuti dalla grande massa di utilizzatori, consentono effettivamente un interessante risparmio sui costi di stampa, specie per un uso frequente della stampante. Ma anche su tale fronte le aziende si stanno organizzando, e certamente verrà trovata una soluzione per affrontare al meglio anche tale aspetto.

Conviene dunque aprire un negozio di cartucce rigenerate? La risposta è si, sempre che si facciano accuratamente tutte le valutazioni del caso, secondo i criteri ampiamente trattati su questo Blog.

Cosa pensi di questo articolo? Cosa pensi delle cartucce rigenerate? Ti trovi meglio o peggio rispetto a quelle originali? Gestisci una rivendita di cartucce per stampanti? Conosci i “ciss”?
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2 commenti+ commenta

  • Salve,

    io da tempo sto pensando di aprire un franchising ECOstore di cartucce rigenerate e stampanti. Ne vidi uno a Roma che vendeva anche stampanti 3D e vorrei riproporlo nella zona in cui abito, una cittadina di circa 8000 anime. Sono consapevole che non regge il paragone con Roma ma nel raggio di 15 km insieme ad altri centri arriviamo circa 35000 abitanti e più, con uffici, piccole aziende e un ospedale. Ho scaricato la prima parte dell’Ebook I 10 KILLER DEL FRANCHISING. come si fa per avere le altri parti? Hai consigli?

    • Gli altri fascicoli solo in allestimento, e al momento non sono disponibili. Affidati a un franchising che all’interno della proposta di affiliazione preveda un’accurata analisi della zona, da un punto di vista demografico, culturale e di insediamento di attività / aziende. Non sempre i franchisor lo prevedono, e demandano tale incombenza all’affiliato

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