Set
8
2014

Disegnare Gioielli. Arte, Creatività e Business

Disegnare Gioielli: un business esente da crisi

disegnare gioielli

Author: Roberto Zaretti

Tanto per cominciare, ben ritrovati dopo la pausa estiva.

Gli anziani sono soliti dire che, una volta terminato il mese di agosto, Natale arriva in un attimo. E con esso la fine dell’anno, e il consueto bilancio di ciò che di buono si è riusciti a fare. Allora perché non darsi da fare subito, anticipando i buoni propositi senza relegarli al cenone di San Silvestro?

Ecco subito un’idea da mettere in pratica, in una nicchia di mercato favorevole, non solo al riparo dalla crisi, ma addirittura in crescita, che offre buone opportunità di impiego ma, soprattutto, di impresa: il designer di gioielli.

Capita spesso di avere a che fare con persone creative, dotate di fantasia, di estro, magari con un diploma di scuola dell’arte nel cassetto. Persone che vorrebbero coniugare la loro passione con un reddito, ma non sanno dove rivolgersi e come partire. Ebbene, disegnare gioielli, e magari crearli materialmente, potrebbe davvero rappresentare un concreto sviluppo professionale.

Si è portati a pensare che la creatività italiana raggiunga la massima espressione nel settore della moda. Per certi versi è così, ma anche quello della gioielleria non scherza. I gioielli disegnati e realizzati in Italia godono di notevole fascino praticamente ovunque. Sono molti gli esempi di chi ha sfondato in questo settore, e al termine dell’articolo ne riporteremo uno.

Ma come disegnare gioielli e ritagliarsi uno spazio nel già affollato mondo dei preziosi?

Cominciamo a dire che un conto è disegnare gioielli, un altro è assemblarli. Entrambe le attività richiedono estro, fantasia, originalità, ma evidentemente nel primo caso sono necessarie capacità di disegno, precisione maniacale, conoscenza dei software di modellazione 3D (ce ne sono di specifici, come ad esempio Rhino. A proposito di quest’ultimo, forse il più noto nel settore, si consideri che conoscerlo a fondo vuol dire spesso già avere un ottimo biglietto da visita da spendere nel settore, anche come impiego dipendente. Lo trovate a questo LINK.

L’attività imprenditoriale richiede naturalmente anche il marketing, un sito web all’altezza della situazione, un brand originale, in grado di distinguersi. Insomma, le caratteristiche di qualsiasi business, ma con una pennellata di eleganza ed estro supplementari.

Cosa fa esattamente un disegnatore di gioielli? Tanto per cominciare, deve saper coniugare l’estro con la praticità. In altre parole, non basta la fantasia, occorre conoscere i materiali, le lavorazioni necessarie, i costi di realizzazione dell’intera filiera, cosa vuole il mercato. Questo presuppone un minimo di esperienza sul campo, o almeno corsi di formazione di taglio specialistico. Tra questi ultimi vi segnalo Alchimia, lo trovate a questo LINK e il corso del politecnico di Milano, lo trovate a questo LINK.

Percorribile anche il corso per operatore delle lavorazioni artistiche in metallo, lo trovate a questo LINK.

Discorso a parte, ma altrettanto interessante, è quello del restauro di gioielli d’epoca. C’è un corso anche per questo. Ecco il LINK.

Naturalmente, come in tutte le cose, un periodo di apprendistato in tal senso fornisce delle competenze pressoché indispensabili. Ad offrire tale opportunità possono essere gli studi che operano in questo settore. Per chi è in grado di dimostrare talento, o una valida esperienza precedente, anche un lavoro dipendente potrebbe fornire buone opportunità e ottimo trattamento economico.

Ma veniamo alla creazione. Il gioiello deve essere unico, ma soprattutto riconoscibile. Chi lo vede in vetrina deve poter associare immediatamente la fattura al nome della major o dello stilista che lo ha realizzato. Questo è forse il passaggio più difficile, ma è indispensabile. Un prodotto anonimo rimane uno dei tanti.

La specificità potrebbe stare nel materiale trattato, nel soggetto, nel tipo di lavorazione, nei colori, nel packaging. Insomma, parola d’ordine è originalità. Unita a una precisione maniacale nel seguire ogni passaggio. In questo campo non sono ammesse approssimazioni.

Diciamo subito che il talento non basta. Per inciso, non è sufficiente saper disegnare bene per realizzare un gioiello. Occorre disegnare qualcosa che la gente voglia, che si possa vendere. Quindi occorre conoscere il mercato. Questo è il passo successivo, e può essere assolto frequentando costantemente le fiere di settore e tenendosi aggiornati.

Ecco alcune delle fiere più prestigiose: Vicenza LINK , Barcellona LINK, Germania LINK, Londra LINK, NewYork LINK.

Acquisite tali competenze, si pone una scelta: realizzare materialmente il gioiello, quindi aprire un laboratorio, oppure limitarsi a disegnarlo e a realizzarne il modello in 3D, cedendo poi il tutto a chi si occuperà di realizzarlo.

Nel primo caso occorre un investimento nell’ordine dei 10.000 Euro, che serviranno all’acquisto di hardware, software, strumentazioni, pratiche amministrative, sito e iniziative di marketing.

Nel secondo, l’investimento è ovviamente più contenuto. Ma quanto può fatturare un freelance che disegni gioielli e consegni i progetti a chi si occuperà della realizzazione?

Generalizzare non è possibile, tuttavia un professionista che debba realizzare una collezione, tempo di lavoro una settimana circa, può portare a casa agevolmente 10.000 Euro.

Per avere successo, ecco i consigli di chi opera nel settore:

  1. Frequentare una scuola di design, o comunque un valido corso di formazione.
  2. Conoscere il mercato. Disegnare e realizzare un gioiello che il mercato non gradisce non serve a nulla.
  3. Farsi riconoscere, distinguersi dalla massa: il prodotto deve essere riconoscibile, e immediatamente associato all’artista o alla major che lo ha prodotto.
  4. Perseverare, senza scoraggiarsi alle prime difficoltà (ma questo vale per qualsiasi impresa).
  5. Mantenersi aggiornati, frequentare le fiere, affinare le proprie competenze sistematicamente, sperimentare.
  6. Identificare il prodotto come Made in Italy, quindi realizzarlo tassativamente in Italia.

Per finire, ispirarsi a chi ce l’ha fatta. Come Eliana Venier, partita nel 2008 con poche migliaia di Euro di investimento e presente ormai in tutti i mercati mondiali con la griffe Alienina. I suoi gioielli sono realizzati con materiale di recupero, tipo stoppini di lampade a olio, corde da arrampicata e altro. Impossibile confonderla. La trovate a questo LINK.

Un ultimo consiglio. La parola d’ordine è sempre la stessa: agire, darsi da fare, dimenticarsi della crisi, guardare una spanna più avanti di dove guardano gli altri.

Senza aspettare la fine dell’anno per fare i bilanci.

Hai esperienza nel settore? Hai qualche consiglio da dare a riguardo? Vuoi segnalare tuo prodotto o il tuo sito? Commenta qui sotto.

Lascia un commento