Gen
21
2013

Compro Oro: inchiesta delle Iene

Nella serata di ieri, 20 gennaio 2013, la trasmissione televisiva le Iene si è occupata dei negozi di Compro Oro, almeno uno certamente in franchising, visitandone alcuni in anonimato. Sconcertanti i risultati. Ecco cosa è emerso:

  1. nonostante molti operatori vorrebbero asserire il contrario, ad alimentare la compravendita di oro contribuisce in maniera massiccia la crisi economica. Gli operatori del settore, in particolare le aziende affilianti, tendono a invalidare questa teoria, in quanto subordinerebbe il successo commerciale a una situazione economica che, mutando, potrebbe ridimensionare il business. Ma la realtà dei fatti è questa. La gente si libera dell’oro per tirare avanti, molto più che per lo sfizio di comprare qualcosa di alternativo. E tra queste persone sembra ci siano pure anziani che si vendono i denti per sopravvivere. Da rabbrividire.
  2. La legge impone procedure vincolanti per la compravendita di oro, che due volte su tre vengono aggirate. La prima è quella di identificare il venditore e registrarne gli estremi, per sincerarsi che l’oro non sia di provenienza furtiva. La seconda è quella di emettere un documento fiscale (chi l’avrebbe mai detto?), aspetto anche questo molto spesso disatteso.
  3. La legge impone anche che non possano trascorrere meno di 10 gg dall’atto di compravendita al conferimento dell’oro in un centro di fusione. E anche questo aspetto viene bypassato, nell’istante in cui non esistono documenti che attestino il ritiro dell’oro da parte del punto vendita. In altri termini, se è tutto in nero lo è pure la tracciabilità del metallo giallo.

Fin qui i negozi compro oro. Ma si tratta solo di un lato della medaglia. Il secondo è rappresentato proprio dai centri di fusione.

Questi (non tutti, naturalmente) non solo ignorano la procedura, obbligatoria per legge, che li vincola a identificare il venditore e a verificare la tracciabilità dell’oro, ma avrebbero addirittura tariffe differenziate a seconda del fatto che l’oro venga conferito ufficialmente, quindi con  i documenti di legge, piuttosto che in nero (quest’ultimo viene pagato meno, naturalmente).

Dal quadro generale emerge palesemente un reato di natura fiscale, imputabile all’intera filiera (ancor più aggravato se si trattasse di un punto vendita in franchising, perchè con tutta probabilità le responsabilità ricadrebbero non solo sul franchisee ma pure sul franchisor) ma che tuttavia rappresenta il male minore: il rischio che molti palesano, nell’avvicinarsi a questo settore, sembrerebbe confermato: riciclaggio di oro rubato e di capitali sporchi, e spesso si parla di cifre molto elevate, rappresentano certamente terreno fertile per organizzazioni criminali da cui tenersi alla larga.

Chi ci rimette in questa vicenda? Come al solito, chi lavora onestamente (e voglio pensare sia la maggioranza). Il servizio televisivo delle Iene, a mio avviso encomiabile perchè i disonesti sono il cancro della nostra società e vanno smascherati, ancor prima degli inevitabili interventi degli organi preposti, non farà che gettare fango su quello che al momento rappresenta uno dei franchising più richiesti, insieme a quello delle sigarette elettroniche.

Credo che i franchisor onesti dovrebbero lavorare in maniera più efficace per salvaguardare il proprio brand, anche e soprattutto in termini di controlli, per garantire trasparenza, serietà e rispetto delle regole, a tutela di un mercato che conta ormai migliaia di operatori.

Per quanto riguarda voi, lettori di dottorfranchising, se intendete avvicinarvi al franchising compro oro, oltre ai normali controlli di cui più volte abbiamo parlato, aprite bene gli occhi sulla serietà del marchio a cui intendete affiliarvi, fatevi un giro presso l’intendenza di Finanza e presso la autorità giudiziarie. E magari provate a recarvi anonimamente presso uno o più punti vendita della catena che avete scelto, come clienti. Provate a proporre una vendita in nero. Se vi accorgete che è praticabile, fateci una croce sopra e cambiate indirizzo.

Come già detto nel precedente articolo, l’atteggiamento di un singolo operatore può compromettere l’intero brand. E quindi, anche se siete onesti e in buona fede, rischiereste di pagare per la disonestà di altri e per gli inefficaci controlli della Casa Madre.

Cosa ne pensi? Hai visto il servizio delle Iene? Commenta qui sotto.

2 commenti+ commenta

  • Non ho visto il servizio delle “Iene”, ma ho sempre avuto un atteggiamento perplesso riguardo a queste attività “compro oro” perchè ho sempre pensato che non tutta la compravendita dell’ oro fosse così alla” luce del sole” come appare dalla pubblicità. E’ evidente che questi comportamenti poco seri di alcuni esercenti compro oro danneggino non solo se stessi ma anche la reputazione di chi lavora onestamente, non solo nel proprio settore: devo però riconoscere che nella mentalità italiana la frode fiscale è vista come sinonimo di ” furbizia” ma nella realtà danneggia tutti coloro che pagano le tasse perchè una delle cause del grosso peso fiscale italiano è proprio l’ vasione.

    • Grazie per il tuo contributo, Loredana, che peraltro condivido pienamente.
      Può essere, ma lo dico a bassa voce, che qualcosa stia cambiando nella mentalità degli italiani, almeno di quelli onesti. Riscontro sempre più spesso una crescente intolleranza verso chi non rilascia scontrini fiscali o comunque vuole fare il “furbo”. Speriamo bene. Un saluto.

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