Giu
9
2014

Franchising. Come e Dove Trovare Affiliati

E’ il passaggio cruciale di ogni Franchise. Ecco come affrontarlo al meglio.

consulente franchising

Author: Roberto Zaretti

Normalmente gli articoli di DottorFranchising sono rivolti agli aspiranti franchisee, a coloro che intendono affiliarsi a questo o a quel marchio. L’articolo di oggi è rivolto all’altra metà del cielo, cioè a coloro che un’affiliazione la propongono: l’affiliante, o franchisor.

Considerato che tra i fruitori di questo blog vi sono molti franchisor, questa settimana trattiamo proprio uno degli aspetti più delicati nella costruzione di una rete franchising: la ricerca degli affiliati, e sopratutto come gestire al meglio il budget pubblicitario destinato allo scopo.

Non entriamo nell’aspetto organizzativo, di questo abbiamo parlato più volte, e rischieremmo di entrare nelle competenze di FranchisingDoctors. Ci occuperemo delle attività di marketing più efficaci per portare il proprio messaggio pubblicitario ai potenziali affiliati. In pratica, come e dove trovare affiliati.

Ogni azienda ha un budget ben preciso da destinare allo scopo. Per esperienza posso dire però che pochissime organizzazioni dispongono di una strategia di marketing degna di essere reputata tale, che preveda un monitoraggio sui tassi di conversione della propria pubblicità, nonché l’utilizzo di strumenti informatici per analizzare quale messaggio funziona e quale no.

Molto spesso si spara nel mucchio. Della serie, investiamo tot euro su quella rivista, sul quel passaggio televisivo, su quell’evento, e speriamo che porti risultati. Nulla di meglio per buttare il proprio denaro.

Procediamo per gradi. Prima domanda: meglio offline od online?

La risposta ideale sarebbe “entrambe le cose”, evidentemente. Tuttavia, dovendo effettuare una scelta, non vi è alcun dubbio che un’azione di marketing online, se ben fatta, porti a risultati di gran lunga più efficaci. Almeno per buona parte delle franchise.

Perché più efficaci? Proprio per il fatto che non si va a colpire nel mucchio, sperando di prendere qualcosa. Si va a scegliere il target, in termini di età, di cultura, di preferenze, di hobby, e di mille altri aspetti. Insomma, non si spara con una mitragliatrice, ma con un fucile di precisione munito di cannocchiale.

Ma non solo. Un’azione di marketing online consente di preparare messaggi differenti, e monitorare quale converte meglio in termini di aperture. Consente di intervenire a modificare le cose, fino a quando il tasso di conversione raggiunga livelli soddisfacenti, ottimizzando in tal modo l’investimento.

Potremmo paragonare le due cose al mondo degli investimenti finanziari. Da una parte i titoli di borsa, l’oro, i fondi di investimento e via dicendo. Della serie, investi e speri che il tuo capitale salga. “Buy and pray”, direbbero oltre manica. Dall’altra il mondo del trading, altrettanto rischioso ma gestito in prima persona dal trader, che può fare tutte le valutazioni del caso e intervenire a correggere le cose. A tal proposito, vi consiglio di visionare questo link per vedere uno dei sistemi più efficaci per gestire il proprio denaro in prima persona.

Immagino che molti storceranno il naso. “Pubblicità online? Abbiamo provato, e non ha portato a nulla”.

Infatti occorre scegliere in maniera efficace, e soprattutto affidarsi a professionisti, qualora non si disponga delle competenze adeguate.

Vediamo i veicoli più utilizzati, e valutiamoli in base alla loro efficacia.

  • Siti tematici di franchising. Buona parte di questi siti non ha alcun contenuto che possa attirare un potenziale affiliato, se non una nutrita pattuglia di banner e messaggi pubblicitari. Al più qualche stralcio di articolo copiato dalla Rete, pubblicato ogni tre mesi. Sono solo vetrine pubblicitarie, anche se ben posizionate sui motori di ricerca, e come tali vengono recepite dal visitatore. Investire denaro su questi siti è quasi sempre inutile. Diverso il discorso per siti o blog informativi, recepiti dall’utente come formazione e non come pubblicità. Occorre quindi valutare i contenuti, e chiedersi per quale ragione il vostro potenziale affiliato dovrebbe non soltanto trovare il sito, ma soprattutto restarci e accorgersi della vostra inserzione.
  • Google Adwords. Si tratta dei link sponsorizzati che compaiono su Google e sui siti correlati. Un tempo si trattava di un veicolo efficace. Ora, un po’ per i costi, un po’ per le restrizioni imposte da questo motore di ricerca, non può certo essere classificata come la scelta migliore. In ogni caso, è certamente molto costosa e scarsamente remunerativa per buona parte delle franchise. Eppure sono molte le aziende che ci investono soldi, senza alcuna strategia. Si tratta spesso di un’investimento azzardato, specie se non gestito da mani esperte.
  • YouTube. Fino a qualche anno fa un ottimo veicolo promozionale, se utilizzato in maniera efficace. Purtroppo sono poche le aziende che hanno capito che non ha alcun senso preparare un video stile hollywoodiano per reclamizzare la propria proposta commerciale, e sperare che qualcuno spenda tempo per andare a vederlo. Provate a farci un giro. Troverete video fantascientifici per i quali sono stati investiti migliaia di euro e che hanno raccolto 100 visualizzazioni in un anno. Quanto un ragazzino che abbia filmato le proprie evoluzioni sullo skateboard raccoglierebbe in un giorno.Non funziona così. Se proprio si vuole affidare il proprio marketing a YouTube, occorre preparare video formativi, non pubblicitari. E se sono artigianali, tanto meglio, funzionano di più (questo in pochi l’hanno capito). Tuttavia You Tube ha perso il suo appeal per farci marketing. La gente va su questo social per divertirsi, per passare il tempo , non per informarsi.
  • Bing. Il motore di ricerca di Microsoft non produce certo i risultati di Google, ma presenta dei notevoli vantaggi. Punto primo, i costi: un decimo di quelli di AdWords. Punto secondo, un target più mirato. Se è vero che riceverete un decimo dei click rispetto ad Adwords, è altrettanto vero che molto probabilmente saranno più in target. Vale la pena provare.
  • Facebook. Contrariamente a quanto pensa buona parte delle persone, esperti di marketing compresi, se usato correttamente questo è il miglior sistema per raggiungere il target interessato.In questo social la privacy è un optional. Non esiste informazione, “mi piace”, condivisione o altro che Facebook non metta a disposizione dei propri inserzionisti. Su Facebook lasciamo talmente tante tracce che, se potessimo rendercene conto, probabilmente cancelleremmo l’account per sempre.

    Fate una prova. Andate su Amazon, piuttosto che su qualche sito di compravendita immobiliare, o comunque sul sito di qualche grosso brand. Cliccate sulla scheda di un libro, di un immobile, di un articolo, di un coupon. Poi chiudete tutto ed entrate in Facebook. Ebbene, lo stesso libro, la stessa casa ve la ritroverete nel vostro profilo, pronta a tentarvi. Sconcertante.Tramite Facebook è possibile far apparire un messaggio (sapientemente pensato, non semplice pubblicità) nella bacheca del vostro affiliato ideale. Potete stabilire quale età andare a colpire, che studi deve aver fatto, che lavoro svolge, cosa fa nel tempo libero, quali siti frequenta più spesso, e altre centinaia di informazioni strategiche.

    Potete indirizzare il messaggio solo ai lavoratori dipendenti, escludendo i liberi professionisti. Ma anche fare il contrario. Oppure andare a proporre la vostra inserzione a ingegneri e architetti, escludendo i medici e gli avvocati. Potete decidere di raggiungere solo il pubblico femminile, o magari chi effettua spesso acquisti di un determinato prodotto, o chi frequenti una spa, o clicchi spesso su messaggi legati alle diete, alla telefonia, ai siti di coupon. Insomma, una vera e propria miniera di informazioni

    Ma non è tutto. Esistono applicativi per Facebook che possono monitorare il comportamento dell’utente di fronte alla vostra inserzione, determinando il profilo di chi l’ha consultata, il suo titolo di studio, l’età, i suoi amici, e mille altre informazioni su cui è possibile lavorare, fino a trovare il messaggio che “converta” meglio e produca i risultati migliori.

Facebook, al momento, è uno dei sistemi migliori per trovare persone interessate alla vostra proposta di affiliazione.

Qualunque cosa decidiate di fare, imperativo è affidarsi a qualcuno che queste cose sappia gestirle al meglio, perché altrimenti risulterà l’ennesimo spreco di denaro.

Nella redazione di DottorFranchising ci sono persone che si occupano tutti i giorni di marketing dedicato al franchising.
Proprio il loro contributo ha permesso la realizzazione di questo articolo. Se vi serve una consulenza gratuita, un consiglio, oppure chiarire qualche aspetto poco chiaro, commentate qui sotto, specificando la vostra esigenza e lasciando una email.

Buon business.

2 commenti+ commenta

  • Molto interessante il passaggio in cui si parlava in maniera così approfondita e dettagliata dei veicoli pubblicitari, non immaginavo che facebook avesse tutte queste capacità ma poi riflettendoci meglio…dovevo comprare un aspirapolvere e come x magia mi arrivavano le proposte più varie, adesso so perché. Quindi un azienda madre di un marchio potrebbe non accettare la richiesta di un privato di affiliarsi in quanto potrebbe non esserci più margine economico disponibile a ciò destinato? Grazie per avermi illuminata.

    • Ciao Deborah e grazie per il tuo commento. Purtroppo non riesco ad afferrare il senso della tua domanda. Puoi riformularla, magari con un esempio?

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