Ott
6
2014

Coltivare Nocciole. Come lavorare un mese all’anno

Meno di un mese di lavoro all’anno per vivere di nocciole.

coltivare nocciole

Author: Roberto Zaretti

Coltivare nocciole può essere un lavoro gratificante, da un punto di vista personale ed economico?
La risposta è si. L’Italia è il più grande consumatore mondiale di nocciole, e questo tipo di coltura, in gergo tecnico definita, nocciolicoltura, si presta a parecchi sbocchi, principalmente rivolti verso l’industria alimentare. Si tratta di un mercato in espansione, che offre ancora margini importanti di operatività. Ma procediamo per gradi.

A cosa servono le nocciole? La risposta potrebbe apparire banale, ma vi garantisco che non è così. Le nocciole alimentano la filiera alimentare, come la pasticceria industriale, l’industria del cioccolato, la produzione di gelato su larga scala e via dicendo, ma pure quella cosmetica, seppur in maniera più contenuta.

C’è poi il settore artigianale, come le pasticcerie locali, le rivendite di gelato, il consumo diretto, che rappresentano una fetta ridotta del business, ma che pure esiste. Neppure i gusci si buttano. Vanno ad alimentare il riscaldamento ecologico, disponendo di una resa calorica decisamente interessante.

Mercato in espansione, si diceva. Anche se non esente dalla consueta concorrenza straniera, tramite produzioni svolte in posti dove la manodopera è a basso costo. Tuttavia, la richiesta è tale per cui risulta abbastanza facile piazzare l’intera produzione , magari puntando sul made in Italy, che non guasta mai.

Le alternative sono quelle di vendere la produzione alle cooperative, un po’ come si fa per olio, uva e latticini, ma anche quella di provvedere alla trasformazione diretta, sotto forma di torte, sciroppi, marmellate, venduti localmente o sul web.

I coltivatori di nocciole conferiscono generalmente il proprio raccolto ai mercati all’ingrosso, ove sono presenti i grandi acquirenti, tra cui i grossisti. Tali soggetti, che spesso sono disponibili ad accollarsi anche la pulitura e l’essicazione del frutto, processi indispensabili per garantire la qualità del prodotto, ritirano il raccolto per stivarlo nei silos di stoccaggio, prima di provvedere alla vendita all’utilizzatore finale, industria alimentare in primis. Si trovano facilmente facendo una ricerca su un qualsiasi motore di ricerca.

Cosa serve per coltivare nocciole? E quale lavoro occorre fare?

Cominciamo con dire che la pianta di nocciole cresce con facilità, laddove il terreno si presti. Quest’ultimo deve possedere specifiche caratteristiche di acidità e di sostanze organiche, oltre ad essere situato in una zona con buona ventilazione. L’analisi preventiva da parte di un tecnico è essenziale per la riuscita del progetto.

Tali caratteristiche si riscontrano soprattutto in zone collinari o di media montagna, ed è proprio in tali zone che negli scorsi anni si sono sviluppate. Piemonte e Lazio sono tra le regioni più produttive in tal senso. Tuttavia, da qualche anno la produzione ha cominciato a estendersi anche in pianura, potendo contare su tecnologie inesistenti fino a qualche anno fa.

Il poter disporre di terreni facilmente accessibili consente evidentemente una coltivazione meccanizzata e una miglior irrigazione, con un conseguente abbattimento dei costi.

Entriamo nel dettaglio.

Coltivare nocciole, una volta individuato il terreno adatto, vuol dire preparare il terreno in maniera adeguata, cosa che viene fatta nel pieno dell’estate. Le piante vengono messe a dimora in autunno inoltrato, mentre la potatura viene fatta in primavera. Apparentemente un’attività che coinvolge l’intero anno, ma che in realtà comporta un lavoro, quindi tempo da dedicarci, decisamente contenuto. Torneremo su questo aspetto.

Le piante iniziano la produzione di nocciole dopo circa cinque anni dalla messa a dimora, ma ne impiegano altrettanti per arrivare al pieno della produzione. In compenso, possono garantire un raccolto per oltre quarant’anni. Si tratta quindi di un investimento a lungo termine, magari nell’ottica di un pensionamento o comunque per iniziare ad avviare un’attività imprenditoriale di lungo respiro.

La resa delle piante dipende da vari fattori. Il tipo di terreno, l’efficacia degli impianti di irrigazione, normalmente di tipo a goccia, l’esposizione solare e la disponibilità di sufficiente ventilazione. Anche la qualità della pianta gioca un ruolo importante. La varietà delle Langhe è quella più produttiva.

Naturalmente il meteo gioca la sua parte, ma questo vale per qualsiasi coltura da esterno. Anche il prezzo del prodotto all’ingrosso è influenzato dalla qualità e dalla quantità della produzione, con differenze che possono essere significative.

Veniamo ai conti.

Ipotizzando un ettaro di terreno coltivato a nocciole, occorre prevedere circa 5000 Euro (3 Euro a piantina per circa 400 piantine, più la preparazione del terreno). A ciò si deve aggiungere la spesa delle attrezzature, tra cui la macchina concimatrice e il trattore, che tuttavia possono essere noleggiati o condivisi. La potatura avviene a mano, quindi occorre pensare alla manodopera necessaria. Per la raccolta occorre una macchina aspiratrice a traino. Anche in questo caso possono venire in aiuto le cooperative e i consorzi.

Se si affida la pulizia e l’essicazione, come si diceva passaggi fondamentali per un prodotto di ottima qualità, a un grossista o a un consorzio, occorre considerare un prezzo di vendita inferiore. Per contro, approvigionarsi di essicatoio e pulitore può comportare una spesa intorno ai 15.000 Euro, che possono essere ammortizzate noleggiando tali mezzi ad altri coltivatori.

Quanto rende una coltivazione di nocciole? Come detto, molto dipende dalla qualità e dalla quantità del prodotto, quindi il fatturato può variare da un anno con l’altro, anche in maniera significativa. Ipotizzando una resa di 250 Euro a quintale, siamo intorno ai 5000 Euro a ettaro. La qualità più pregiata può spuntare prezzi più alti.

Per appezzamenti di terreno di media grandezza, intorno ai 5 ettari, stiamo parlando di una redditività al netto delle spese intorno ai 20.000 Euro. Naturalmente esistono appezzamenti più grandi, anche oltre i 50 ettari.

Un grande vantaggio di questa coltivazione è che un ettaro di terreno richiede, a conti fatti, meno di un mese di lavoro, lasciando quindi spazio anche ad attività complementari.

Insomma un investimento per chi ama la natura, per chi disponga di un terreno adatto, o magari per chi già si occupi di agricoltura e intenda integrare un’attività aggiuntiva, eventualmente riconvertendo colture scarsamente produttive.

Potete trovare informazioni in dettaglio sulla coltivazione delle nocciole a questo LINK

Hai mai pensato di coltivare qualcosa? Cosa ne pensi? Scrivi il tuo commento qui sotto.

15 commenti+ commenta

  • Sono una coltivatrice di nocciole con un’azienda di dimensioni medie. Ritengo che sostenere che la coltivazione dia al massimo un mese di lavoro all’anno sia eccessivamente ottimistica nonché errata, innanzi tutto perché le lavorazioni prendono un tempo ben maggiore nel complesso, inoltre dipende da quanti ettari si hanno da gestire.

    • Grazie per il tuo contributo. Ti va di raccontare qualcosa di più della tua esperienza?

    • Coltivo cereali, grano duro, mais, soia di secondo raccolto. sto vedendo alternative o integrazioni di reddito. da un po’ mi sono soffermato sulla possibilita’ di coltivare le nocciole. Gradirei consigli da chi conosce praticamente il settore. La mia azienda e sita in Lombardia,pianura Padana.

    • Ciao Chiara, ho un ettaro di terreno Che uso solo per orzo o fieno, volevo renderlo più produttivo, volevo un tuo aiuto su come iniziare, se vuoi ti lascio un recapito personale

    • Ciao , Volevo sapere da te che sei del settore se realmente conviene coltivare nocciole . Ho 5 ettari di terreno circa , e volevo capire se conveniva intraprendere questa strada , anche perché leggo molto di importazione da paesi come turchia , romania , georgia etc etc.
      grazie

    • Buongiorno sono proprietaria di circa un ettaro di terreno in provincia di Siena ( 500 metri di altezza) e vorrei utilizzare questo appezzamento per una coltivazione di nocciole . Vista la sua esperienza in merito mi può dire a chi mi posso rivolgere per valutare la fattività di questa cosa ?

      • Potresti iniziare dalle associazioni di settore. Trovi parecchi gruppi anche sui social e in rete. In questo stesso blog ci sono persone che già operano nel settore. Tienici al corrente

  • Articolo molto chiaro e completo. Mi piacerebbe sapere quanto costa per Ettaro affittare un terreno per coltivare nocciole.

    • Giriamo la domanda a chi già operi nel settore

  • Ciao un câlin buona sera, piacere Antonio Montanile sono di Avella provincia di Avellino,se mi consigliate che pianta di nocciole è quello sull’immagine che o visto? Buona serata!

  • Salve, ho letto il vostro.articolo sulla produzione di nocciole,trovandolo di notevole interesse.
    Mi occupo di una azienda agricola in Basilicata,principalmente produco cereali.Vorrei diversificare,ma non sono preparato per una attività del genere e non esiste un mercato ricettivo per una simile coltivazione.Sarei interessato ad un tecnico o al parere di un tecnico che mi sappia consigliare sulle tecniche di produzione e sui mercati dove proporre il prodotto.

  • Voglio sapere il plan di investimento e quanto si guadagna per hettare

  • Buongiorno..come faccio a sapere se la mia zona è adatta a questa coltivazione oppure sapete indicarmi a chi rivolgermi??grazie..
    Ma i contributi sono disponibili per questo tipo di attività??

  • salve, mia moglie è una apicoltrice e vorremmo studiare di prendere un terreno per coltivare nocciole oltre che metterci qualche arnia. siamo della zona di ALBA … ma non siamo ferrati in materia. qualcuno può darci dei consigli su come iniziare? grazie mille

    • Giriamo la domanda ai lettori di DF che abbiano esperienza diretta in materia

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