Giu
30
2014

Cake Design, il Business di Scolpire le Torte

Cake Design, ovvero l’Architetto delle Torte

cake design

author: Roberto Zaretti

Cake design. Un tempo alle torte, casalinghe o meno, veniva chiesto di rispondere ad un unico requisito: essere buone. Oggi le cose sono cambiate. Non basta che soddisfino il palato, devono risultare anche gratificanti alla vista. Paradossalmente, sembra quasi che questo secondo aspetto prevalga sul primo.

L’arte del cake design, e la professione che ne consegue, quella del cake designer, poggia proprio su tale esigenza. E ne è nato un business dove, manco a dirlo, spicca la creatività italiana.

Ma cos’è il cake design? Come ci può inventare un lavoro in tale ambito? Che differenza passa tra un cake designer e un tradizionale pasticcere?

Cominciamo con dire che il business del cake design non è confinato alla realizzazione di una bella torta. Intorno a tale attività fioriscono corsi di formazione, associazioni, meeting, festival, eventi e iniziative disparate, che alimentano non solo lo stomaco dei golosi, ma un vero e proprio mercato, da cui è possibile trarre profitto inventandosi un lavoro.

Le torte che escono dalle mani di un cake designer, o sugar artist come viene definito nei paesi anglosassoni, sono vere e proprie sculture, opere d’arte che spesso suscitano nel fruitore remore nel distruggere. Riproduzioni fedeli della Statua della Libertà piuttosto che della Tour Eiffel, di un paesaggio piuttosto che di uno strumento musicale, degli interni di un auto piuttosto che di un animale domestico.

Prova ne sia che alcune torte sono state di recente esposte alla Biennale di Venezia, proprio come sculture tradizionali. Ma sono presenti anche nei musei, come ad esempio il Museo del Novecento a Milano.

Insomma, opere sottoposte a una vera e propria progettazione preventiva, esattamente come uno scultore farebbe per eseguire una statua.

L’attività di cake design è quasi sempre subordinata a un evento, dalla tradizionale festa di compleanno a quella del patrono. Per tale ragione, in Italia ha avuto negli anni scorsi un forte sviluppo a partire dalle regioni del sud, dove feste e ricorrenze sono maggiormente sentite.

La maggior parte dei cake designer è donna, dicono le statistiche. Infatti è un’attività che ben si presta all’utenza femminile, sia per l’innata propensione a realizzare torte sia per il fatto che di cake design si può vivere lavorando da casa.

Ma anche al nord questo business sta lentamente prendendo piede. Ormai in pochi acquistano una banale torta nuziale o di compleanno. Chi acquista un dolce per un evento importante vuole non solo che sia bello da vedere e buono da mangiare, ma che sia originale, e magari personalizzato a seconda degli hobby del festeggiato, del suo lavoro, delle sue passioni.

Cosa serve per diventare cake designer? Intanto conoscere l’arte della pasticceria, non ci sono dubbi a riguardo. Tuttavia non sono necessari attestati o titoli di studio, basta uno dei tanti corsi di formazione dedicati, oltre naturalmente a una passione per questa attività.

Approssimando, si può dire che un cake designer è una persona dotata di fantasia e di creatività, oltre, come si diceva, a possedere competenze di pasticceria.

Negli Stati Uniti esiste una scuola prestigiosa di cake design, la Wilton School (LINK).  Senza pensare di attraversare l’oceano, in Italia esistono corsi più concentrati, che possono durare qualche giorno o qualche settimana, e i cui costi partono da poche centinaia di euro a salire.

A tenerne la docenza sono cake designer di professione, gente che vive e prospera di questo, che spesso gode di una certa notorietà nel settore. Una di queste è Giusy Verni, che per realizzare una torta impiega anche oltre 20 ore. Ecco il sito di riferimento LINK.

Uno dei massimi esponenti dell’arte del cake design in Italia è Renato Ardovino, le cui opere, perché di questo si tratta, possono costare anche più di 2000 Euro. Lo trovate a questo LINK.

Ma c’è chi ha pensato a realizzare un blog a tema cake design, corsi online, libri, dvd. Molto richieste le presenze presso le emittenti radio televisive locali, spesso anche nazionali. Gettonate pure le rubriche sui giornali, così come i video su YouTube.

Come iniziare? L’immancabile blog unito a una pagina Facebook è un buon punto di partenza. Molto efficace anche proporsi presso i negozi della zona, magari donando un dolce a titolo promozionale. Anche la visibilità offerta dalle fiere e dalle manifestazioni di settore non è da scartare. Indispensabile un bel book fotografico, sia online che in carta, da presentare ai potenziali acquirenti.

Da un punto di vista burocratico serve naturalmente una partita IVA, un corso di abilitazione alla manipolazione degli alimenti da presentare in Comune (Haccp) e una dichiarazione di inizio attività alimentare.

Per aprire un laboratorio di cake design occorre una comunicazione alla locale Camera di Commercio, l’iscrizione all’albo degli artigiani e l’autorizzazione della ASL locale relativamente all’idoneità dei locali e delle attrezzature.

Veniamo ai costi e ai guadagni.

Un kit per fare le torte si può acquistare praticamente ovunque, per una cifra intorno ai 300 Euro. A titolo di esempio riportiamo questo sito LINK. A ciò aggiungiamo la burocrazia di cui sopra e un corso di formazione, per un totale di circa 2000 Euro. Il resto sono ore di lavoro.

Diverso il discorso per aprire un laboratorio di cake design. Tra messa a norme dei locali e attrezzature siamo intorno a 50/60.000 Euro, investimento che rientra in circa due anni.

Quanto rende? Naturalmente dipende dal giro d’affari. Un conto è vendere una torta al mese un altro e venderne una al giorno. Anche gli ingredienti utilizzati, il tipo di torta, le sue dimensioni, influiscono sul prezzo di vendita e quindi sugli utili. All’inizio, in assenza di marketing e di un nome, è ipotizzabile riuscire a piazzare una torta a settimana.

Un dolce per dieci persone, tipicamente per una piccola festa di compleanno, può costare intorno ai 400/500 Euro. Diverso è il discorso per una grande torta nuziale, oppure per un dolce commissionato da un’azienda per il meeting annuale con i propri venditori. Qui i prezzi lievitano molto, e sono valutabili nell’ordine delle migliaia di Euro.

È possibile anche pensare di vendere a porzione, per esempio nelle pasticcerie locali. In questo caso siamo intorno a 10 Euro a porzione.

I costi delle materie prime incidono per circa il 30%, lasciando quindi una marginalità di tutto rispetto.
Un buon giro d’affari, alimentato dal passaparola, che in questo ambito funziona egregiamente, può portare nel giro di un paio d’anni alla vendita di un dolce al giorno. Lascio a voi fare i conti.

Sei senza lavoro? Questa potrebbe essere una buona idea. Perché non provarci?

Ti è mai capitato di acquistare una torta per una ricorrenza? Cosa pensi di questa attività? Ti piacerebbe? Cosa ti frena? Hai già esperienza in questo settore? Commenta qui sotto. Se l’articolo lo hai trovato interessante, condividilo sul tuo social preferito utilizzando gli appositi pulsanti. I tuoi amici te ne saranno grati.

Lascia un commento