Giu
16
2014

Fare Business con YouTube

YouTube può essere un ottimo canale pubblicitario se usato a dovere.

youtube

Author: Roberto Zaretti

Siamo portati a pensare che le persone, dovendo cercare qualcosa sulla Rete, utilizzino esclusivamente Google. Le cose non stanno proprio così.

Non c’è dubbio che Google sia il sistema più utilizzato per ricercare informazioni, ma non è il solo. Pochi sanno, ad esempio, che al secondo posto c’è YouTube, apparentemente un servizio non inquadrabile come vero e proprio motore di ricerca, eppure utilizzato proprio per tale finalità, pur se alla ricerca di video.

YouTube è un social che viaggia a quasi 29 milioni di utenti in Italia, e oltre 500 milioni nel mondo. Una platea sterminata.

Può essere veramente un sistema efficace per promuovere la propria attività, si tratti di un hobby piuttosto che di una multinazionale. Ma ci sono delle regole non scritte che vanno rispettate. In caso contrario, si rischia di perdere tempo e soldi.

Un errore che comunemente viene commesso, specie dai grossi brand, è quello di realizzare video professionali in sala di registrazione, senza alcuna finalità che non sia quella di reclamizzare il marchio. Il risultato è un inutile esborso di denaro, che non porta alcun risultato in termini di visualizzazioni e ancor meno in quello di nuovi clienti.

Il primo mito da sfatare è proprio questo: non sono i video professionali a funzionare su questo social, bensì quelli artigianali, genuini, che trasmettano un messaggio efficace, spontaneo, virale, per cui si corra a parlarne agli amici appena terminato di vederlo.

Così a totalizzare migliaia di visite in pochi giorni non sono le multinazionali, ma i ragazzini che si sono inventati qualcosa per cui valga la pena di parlarne. Ed ecco il secondo aspetto da tener ben presente: su YouTube ci si va per cercare qualcosa, come si diceva, ma con lo scopo di trarne divertimento.

Quindi, il messaggio pubblicitario deve risultare in secondo piano, poco evidente, indiretto, per evitare che venga interpretato come tale. Ma soprattutto deve essere gratificante, altrimenti nessuno lo condividerà.

Cos’ha fatto la Blend Tech, azienda americana che costruisce elettrodomestici per reclamizzare un nuovo modello di frullatore?
Ha realizzato un video hollywoodiano decantandone le lodi? Assolutamente no. Ha registrato un normalissimo video, investendo qualche centinaio di dollari, attori e montaggio compresi, dove un signore inserisce una serie di iphone nel frullatore Blend Tech e un collega ne inserisce solo uno in un frullatore della concorrenza.

Nel primo caso ne rimane solo polvere, nel secondo il cellulare è ridotto a pezzi, ma non è “frullato”. Durata del video: poco più di due minuti. Risultato: milioni di visualizzazioni e milioni di prodotti venduti, con un investimento veramente ridotto in rapporto al beneficio.
Trovate il video a questo link, oltre naturalmente al canale YouTube dell’azienda.

Veniamo a una seconda regola importante: la durata. Nessuno guarderà mai un video se più lungo di cinque minuti. E sono già tanti. L’ideale sarebbe rimanere su un tempo compreso tra due e tre minuti. Quindi, occorre focalizzare le informazioni.

Altra storia? Un ragazzo italiano, riparatore di PC, si mette in testa di realizzare video musicali con effetti di sua creazione. Li pubblica su You Tube e un giorno Cecchetto li nota, decidendo di finanziarlo per farlo diventare un regista.

I casi sono molti, la regola la stessa. YouTube è una formidabile vetrina, dove è possibile farsi notare a una platea mondiale di persone. Basta trovare il sistema migliore per farlo, l’idea vincente.

Occorre naturalmente determinare con cura il target a cui il messaggio deve essere diretto. Se è quello degli adolescenti, sarà necessario utilizzarne il gergo e assecondarne le tendenze. La stessa cosa vale per target diversi.

Una buona strategia, specie nel settore delle affiliazioni commerciali o comunque ogni volta che ci sia da proporre qualcosa, è quella di realizzare video informativi, che abbiano la finalità di insegnare qualcosa piuttosto che di reclamizzarlo.

Funzionano bene i video che insegnano a riparare qualcosa. Avete un’attività di riparazione di qualsiasi genere (cellulari, elettrodomestici, biciclette ecc.)? Create un video che serva a risolvere un problema, a riparare qualcosa. Poi rimandate l’approfondimento al vostro sito, meglio se a un funnel di vendita.

Avete un’attività di ristorazione? Perché non realizzare un video dove si mostri come preparare una ricetta particolare, una piadina, un gelato, per poi indirizzare l’utente al vostro sito per ottenere informazioni?

Gestite una lavanderia? Ecco come togliere una macchia di pomodoro in cinque minuti utilizzando il bicarbonato. Procedere in questo modo…
E via dicendo.

La parola d’ordine è: viralità. Se privo di questo ingrediente, il vostro lavoro sarà inutile. La gente dovrà condividere, ne dovrà parlare, dovrà pubblicarne il link su altri social.

Niente paroloni, frasi difficili, concetti complicati. Meglio del sano umorismo. Programmi come “Paperissima” si reggono proprio su questi concetti, andando a cercare in giro per la rete filmati che abbiano dimostrato di possedere viralità.

Se siete fortunati, poi, YouTube potrebbe censurarvi il video, una volta che ha già iniziato a girare. Questo amplificherà l’interesse della gente. Molti hanno fatto fortuna sfruttando proprio questo escamotage.

Come ad esempio tre signorine francesi che girano nude per le vie di Parigi sulle note di un brano che, manco a dirlo, in breve è diventano popolarissimo oltralpe. Non solo. Il video viene censurato dopo qualche settimana, e questo manco a dirlo ne amplifica il successo. Lo trovate a questo link.

Insomma, che siate un affiliante, un affiliato, o più genericamente abbiate in testa un business, YouTube è social da valutare con attenzione. Se ben fatto, un video virale può veramente rappresentare un bel trampolino di lancio per la vostra attività. Vale la pena pensarci.

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