Nov
3
2014

Bambù: l’Acciaio Vegetale dalle 1000 Applicazioni

Il bambù si presta a molteplici business, tutti da sviluppare.

bambu

Author: Roberto Zaretti

Parliamoci francamente. Quando pensiamo al bambù, il pensiero corre subito a Paesi lontani, esotici, che da millenni hanno fatto di questo vegetale una colonna portante della propria economia.

Da qualche anno però il bambù ha cominciato a prendere piede anche da noi, e lo ha fatto su larga scala. In questo settore c’è ancora spazio per intraprendere e, come vedremo, puntare sul bambù potrebbe rivelarsi una scelta vincente.

Cominciamo dal basso. Cos’è il bambù? Una pianta? No. Si tratta di un vegetale appartenente alle graminacee. Non è una differenza da poco. Contrariamente a un albero, il bambù quando viene  tagliato ricresce.

Un altro vantaggio non indifferente è la sua duttilità commerciale. Il bambù può essere coltivato per farne mobili, tessuti, intelaiature, vestiti, cover di cellulari, caschi, pavimenti in parquet, persino abitazioni (non in Italia). Ma è pure commestibile, sotto forma di germogli. Gli stessi germogli trovano applicazione nel campo della cosmesi. Per finire, il bambù si presta certamente ad essere coltivato, ma per i più pigri vi è pure la possibilità di acquistare fusti, trasformarli e rivendere il prodotto finito.

Questa ampia gamma di applicazioni è sostanzialmente legata a due caratteristiche importanti del bambù: la leggerezza e la robustezza. Il bambù ha peculiarità di resistenza a carichi di rottura superiore all’acciaio, ma pesa un decimo. Pochi elementi in natura riescono a coniugare questi due aspetti apparentemente in antitesi. Si pensi che in alcuni Paesi si utilizza il bambù per rendere le abitazioni antisismiche, proprio sfruttandone flessibilità e resistenza.

Ma le caratteristiche che rendono unico questo vegetale non finiscono qui. Il bambù non è amato dai parassiti, cha raramente lo attaccano. Si espande piuttosto velocemente. Si taglia come si taglierebbe un albero, quindi senza macchine e investimenti onerosi. I germogli, da alimentazione ma anche da cosmesi, si raccolgono come una qualsiasi verdura.

Un discorso a parte merita l’ecologia. Una piantagione di bambù cresce in cinque anni, ma a parità di estensione depura l’aria in maniera addirittura superiore agli alberi tradizionali, disponendo di una superficie fogliare più ampia.

Chiarito che si tratta di un elemento molto interessante, usato da millenni nel lontano Oriente ma ancora di nicchia in Occidente, vediamo in maniera concreta come farne un business.

Germogli. I germogli di bambù sono utilizzati sia nella cucina orientale che in quella occidentale. Consumati freschi, hanno un gusto che ricorda quello degli asparagi. Un ettaro di terreno, taglio minimo per pensare di farci un business, produce mediamente una tonnellata di germogli a raccolto. Il germoglio si raccoglie prima che spunti. Si vende fresco intorno ai 5 Euro al kg. Ma può essere venduto in crema o sott’olio, intorno ai 7-8 Euro a vasetto. Il reddito naturalmente è proporzionale alla dimensione del terreno coltivato a bambù.

Canne. lo stesso ettaro coltivato a canne produce mediamente 7-8000 canne l’anno. Il prezzo di vendita di una canna di 3 metri è intorno ai 15 Euro. In questo caso, è ipotizzabile un fatturato annuo intorno ai 100.000 Euro, di cui circa il 30% se ne va in spese, tra innaffiamento e cura. Stiamo parlando di un utile intorno ai 70.000 Euro. Da moltiplicare per il numero di ettari coltivati.

Quali caratteristiche deve possedere un terreno da coltivare a bambù? Da privilegiare sono le zone ad alta piovosità, ove preferibilmente non nevichi molto. Si prestano bene terreni in prossimità di corsi d’acqua, o anche terreni un tempo adibiti a risaie. Proprio in alcune zone del Piemonte questa coltura sta soppiantando le centenarie risaie, che ormai risentono pesantemente della concorrenza orientale. Ma anche il centro e sud Italia ben si presta a questa coltura.

Si tenga presente, in fase di progettazione, che l’area di coltivazione del bambù deve essere recintata, utilizzando reti o altri sistemi in grado di impedire la notevole espansione di questo vegetale.

Quante persone servono per coltivare un bambuseto (questo il termine tecnico)? Un ettaro di terreno a bambù è gestibile da una sola persona. Con un eventuale aiuto in fase di raccolta di germogli o canne. Poco impegnativo, quindi.

Vediamo ora qualche altra applicazione, oltre a quella alimentare già citata.

Arredamento: originali ed esotici, i mobili in bambù riscuotono sempre maggior interesse. Anche nei complementi d’arredo sono sempre più utilizzati. Il settore si presta anche all’importazione della materia prima dall’estero, per una successiva lavorazione. Di sicuro interesse anche le piante da giardino, sempre più presenti nei garden e nei centri commerciali.

Riscaldamento ecologico: in maniera simile al granturco, il taglio delle piante di bambù genera materiale simile a cippato, che può essere riciclato per il riscaldamento civile. Si tratta di una nicchia tutta da scoprire, ai primissimi passi in Italia ma già attiva in alcuni Paesi.

Foraggio: le foglie del bambù sono riciclabili per l’alimentazione animale.

Fitoterapia: profumi, pigmenti, creme. In cosmesi si sfruttano le proprietà antibatteriche del bambù.

Design: sono molteplici le applicazioni in questo settore, e in forte sviluppo. La robustezza e leggerezza del bambù si presta a gusci protettivi per PC, smartphone, apparecchiature elettroniche in genere. Ma anche lampade, sedie, tavoli, divani.

Edilizia: l’Italia non consente ancora l’utilizzo del bambù per  strutture permanenti, e neppure per intelaiature e ponteggi, settore viceversa molto sfruttato in Oriente. Un cambio di normativa potrebbe far partire il settore, anche come applicazione antisismica.

Nel frattempo, fiutato l’affare, sono partiti i primi frachising, segno che il settore suscita interesse.

Se il discorso vi intriga potete trovare approfondimenti e documentazione presso l’associazione di settore, che trovate a questo LINK , organizzazione no profit.

Siete alla ricerca di un settore innovativo, provvisto di notevole potenziale, che consenta un’attività redditizia all’aria aperta?

Potrebbe valere la pena di pensare al bambù.

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6 commenti+ commenta

  • sono molto incuriosito da questo settore ,,,,innovativo
    abitiamo a CECINA ….LIVORNO ….TOSCANA
    ambiente e zona ottimale …terreni disponibili anche diversi ettari …da valutare offerta lavorativa …commerciale …ed altro ….
    per contatto DAVIDE 3357353114
    distinti saluti

    • prego contattarmi e rispondere se la zona di competenza può andare bene per il bambù. …grazie…

  • Ciao! Questa cosa mi sta intrigando e mi piacerebbe saperne di più ! Io vivo in Sabina e ho del terreno che si dovrebbe prestare bene a questa cultura! Grazie per la vostra attenzione

    • Benvenuto. Vediamo se qualcuno può darti qualche utile informazione

  • Buongiorno noi di BAMBùMOSO siamo da anni produttori di piante madri di Phyllostachys Edulis a scopo di piantagioni redditizie; se siete interessati contattateci pure senza impegno al: 327 7322335 oppure via mail a : info@bambumoso.it e vi invito a visitare il nostro sito: http://www.bambumoso.it e la pagina Facebook : BAMBùMOSO
    Cordiali saluti
    BAMBùMOSO

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