Lug
8
2013

Aprire un Negozio: Radiografia di un Franchising

aprire un negozio franchising

Argomento trattato: i controlli da fare per aprire un negozio in franchising

Aprire un negozio, magari con la formula del franchising, è il sogno di molti. La scelta può nascere per mille ragioni diverse: dal desiderio di abbandonare un lavoro frustrante al fatto di non riuscire a trovarne uno, dalla necessità di tornare ad avere un reddito per aver perso il lavoro all’ambizione di realizzare qualcosa che possa essere percepita come propria.

Quando la scelta cade sul franchising, uno dei problemi principali da affrontare è la verifica della bontà dell’offerta. Quanto mi è stato detto è realistico? Funzionerà? È quello che sto cercando? Fa per me? È un buon investimento? E via di questo passo.

Più volte ci siamo soffermati sull’esigenza di essere affiancati da un valido consulente (ne trovi uno bravo QUI, mi sento di garantire per lui) che possa fare una valutazione globale del progetto, in modo da aprire un negozio con ragionevole sicurezza. A prescindere da ciò, in questo articolo vorrei illustrarvi come usare uno degli strumenti più efficaci per testare l’efficacia di un franchising: parlare con chi già gestisce un negozio della stessa catena.

Teoricamente sarebbe sufficiente alzare il telefono e fare qualche domanda. In realtà la cosa deve essere preparata al meglio perché possa risultare efficace. Altrimenti sarà solo una perdita di tempo.

Punto primo: dove vado a reperire i nominativi e gli indirizzi degli affiliati esistenti?
Basta chiederli al franchisor, che è obbligato a fornirli. Aggiungerei che, in sede di primo colloquio, il franchisor dovrebbe fornire spontaneamente tale elenco, senza che sia necessario farne richiesta. È pur vero che di solito anche sul sito dell’affiliante generalmente tale elenco è presente, tuttavia i siti vengono aggiornati con scarsa frequenza, e quindi potrebbe non essere aggiornato. Meglio chiedere un elenco aggiornato.

Punto secondo: quanti ne devo visitare?
Consiglio di visitarne almeno cinque, e che abbiano aperto da almeno due anni. Aprire un negozio, e soprattutto gestirlo, implica problematiche e attività difficilmente valutabili in un lasso di tempo inferiore a 24 mesi. Abbiamo parlato più volte di tali aspetti in precedenti articoli, quindi non mi soffermo ulteriormente.

Punto terzo: secondo quale criterio li scelgo?
In presenza di molti affiliati, non potendo per ovvie ragioni contattarli tutti, occorre fare una scelta secondo un criterio preciso. Almeno due verranno selezionati secondo un criterio territoriale, in pratica quelli più vicini alla zona ove si intende aprire un negozio. Altri due si andranno a selezionare in province diverse, ma facenti parte della stessa regione. L’ultimo lo si sceglierà a caso in una zona completamente diversa (per esempio, se si desidera aprire un negozio nel nord Italia si potrebbe sentire un affiliato del Centro).

Nel scegliere gli affiliati, si abbia cura di verificare anche che i punti vendita siano collocati in luoghi simili alla zona dove intendiamo aprire il negozio, per numero di abitanti, cultura del territorio e più in generale per caratteristiche demografiche.

Punto quarto: telefono o ci vado di persona?
Meglio andarci di persona. A volte, specie se ci sono problemi o conflitti con il franchisor, l’affiliato potrebbe temere un controllo anonimo da parte dell’affiliante, finalizzato a verificare quale considerazione egli abbia del franchising in cui è inserito, e quali informazioni distribuisca ai potenziali nuovi affiliati. Questo timore è particolarmente accentuato via telefono, dove non puoi avere alcuna certezza di chi stia dall’altra parte del filo.

Inoltre, poter guardare una persona negli occhi consente di raccogliere segnali non verbali che altrimenti andrebbero persi.

Punto quinto: cosa chiedo?
Le domande da porre quasi certamente scaturiranno spontaneamente una volta che avrete sostenuto il colloquio iniziale presso il franchisor.

Tipicamente:

  • domande per verificare la congruenza e la veridicità delle affermazioni fatte dal franchisor;
  • domande circa spese e ritorni economici. Si tratta di informazioni che a volte si è poco propensi a fornire a uno sconosciuto. Per questo, e chi ha letto LAVORARE IN FRANCHISING lo sa (lo trovate nella colonna a lato), consiglio di invitare a pranzo uno dei titolari e farselo amico. Con le gambe sotti il tavolo vi accorgerete che è molto più semplice raccogliere informazioni, comprese quelle che neppure pensavate di chiedere. Sarà un buon investimento;
  • domande circa la giornata/mese/anno tipo, in modo da verificare se aprire un negozio in quel settore e di quell’azienda fa davvero per voi;
  • domande circa eventuali promesse mancate, dichiarazioni che non si siano avverate, problemi esistenti;
  • domande circa il supporto e l’assistenza ricevute, la qualità del manuale operativo, gli affiancamenti ecc.;
  • domande sulle campagne e le spese pubblicitarie sostenute;
  • domande sulle modalità di consegna della merce, di ritiro dell’invenduto, dei pagamenti ecc.;
  • tutto ciò che vi dovesse venire in mente.

Per concludere: aprire un negozio in franchising vuol dire poter sfruttare la leva del brand e l’esperienza del franchisor e degli affiliati in essere.

Il franchising può essere, e deve esserlo visto che ha un costo, una leva imprenditoriale importante, che aprire un negozio tradizionale non consentirebbe di avere. È però fondamentale valutare al meglio la bontà del franchising che ci viene proposto. Il mezzo più semplice ed efficace per farlo è senza dubbio quello di domandare a chi ha già percorso la strada che dovremo percorre noi.

Giochiamo al meglio questa carta, preparando a tavolino tutte le domande da porre, facendo emergere tutti gli aspetti positivi e negativi e confrontando poi le varie risposte ottenute.

Solo successivamente decideremo se fa per noi o se è meglio rivolgersi altrove.

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2 commenti+ commenta

  • Sono molto d’ accordo con quanto scritto nell’ articolo anche se in alcune aziende si è molto reticenti nel dare informazioni sugli affiliati come: numero affiliati, anno di inizio franchising, strutture proprie ecc. Credo che ciò accada in quelle aziende che sono nate da poco tempo e non hanno testato bene la formula di franchising e quindi hanno paura di rivelare che hanno poca esperienza.

  • Da questo punto di vista la legge tutela gli aspiranti affiliati, perchè le aziende hanno l’obbligo non la facoltà di fornire tali informazioni. Il problema nasce dal fatto che molto spesso chi si avvicina al franchising questi diritti non li conosce e non li esercita. Si fida ciecamente di ciò che gli viene raccontato. Lo so per esperienza diretta, perchè in un altra vita feci esattamente così.
    Grazie del contributo Loredana

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